Piazza Santo Stefano, situata nel centro di Bologna, è considerata una delle piazze più belle d'Italia con la sua configurazione a cucchiaio e il selciato romano, oltre al complesso di edifici risalenti a epoche diverse che le fanno da cornice: percorrendola si ha l'impressione di ritornare magicamente indietro nel tempo, fino al Medioevo. Sulla piazza sorge un edificio cui si deve gran parte di questa magia: la Basilica di Santo Stefano. Il complesso, detto anche delle Sette Chiese, comprende edifici di diverse epoche collegati da passaggi interni ed è attraversato da chiostri, cripte e cortili. Dopo una serie di lavori e rifacimenti, la Basilica comprende oggi quattro chiese: la Chiesa del Crocifisso (quella con l'ingresso principale), la Chiesa del Santo Sepolcro (dove sono conservati i resti di San Petronio), la Chiesa della Trinità e quella dei Santi Vitale e Agricola (la prima ad essere eretta). Il nucleo originale fu edificato nel VIII sec. su un tempio pagano dedicato ad Iside.È qui che sono custodite le spoglie di S. PetronioÈ qui che sono custodite le spoglie di S. Petronio.
L’intero complesso delle Sette Chiese voleva essere un ricostruzione delle mete di pellegrinaggio( ed è per questo che anche chiamata la Piccola Gerusalemme ) ora precluse ai fedeli, con la piazza a conca che richiama la valle di Giosafatte, la stessa Santo Stefano che rappresenta il Santo sepolcro e dove Montovolo con la sua chiesa di Santa Caterina di Alessandria, sarebbe l’immagine del Monte Sinai, dove sorgeva appunto un tempio dedicato alla stessa santa. E al centro di questa Gerusalemme bolognese c’è il pozzo del chiostro che riprendendo la cosmologia dantesca riproduce l’ingresso dell’inferno. Ma sotto il complesso non c’è la città dolente bensì le rovine di un tempio di Iside, dea egizia della maternità e della fertilità. E di certo a Santo Stefano, nella sua mescolanza di cristianità e paganesimo, si recarono spesso i Cavalieri del Tempio, che a Bologna avevano una delle sedi più attive del loro ordine. "
La tradizione indica San Petronio come progettista della basilica. Le origini degli edifici sono comunque molto antiche: la chiesa di San Giovanni Battista o del Santo Crocefisso risale all'VIII secolo, la chiesa del Santo Sepolcro forse al V secolo e ristrutturata nel XII secolo. In una cella sormontata da un altare con pulpito era situata la tomba di San Petronio, vescovo di Bologna dal 431 al 450 e protettore della città. Ora essa è stata trasferita nella basilica di San Petronio. Anche la chiesa dei Santi Vitale ed Agricola risale al V secolo ma rifatta nell'VIII secolo e successivamente nell'XI secolo; essa conserva i sarcofagi dei due martiri. Attraverso il "cortile di Pilato", portico del Duecento, si raggiunge la chiesa della Trinità (XIII secolo).
I numerosi restauri eseguiti verso il 1880 e nei primi decenni del XX secolo hanno mutato il volto antico del complesso e ridotto a quattro le tradizionali "Sette Chiese".
La planimetria è disponibile su Wikipedia
ECCO ALCUNE FOTO DELLA BASILICA

La Chiesa del Crocifisso (sec. XIII) è di origine longobarda, si presenta come una vasta aula con un'unica navata e un tetto a capriata; la chiesa termina con una scalinata che sale al presbiterio e due laterali scendono a destra e a sinistra . Al centro, sopra la scalinata è collocato il grande Crocifisso di Simone dè Crocifissi (opera del 1380 circa ) . E' la prima che incontra entrando nella Basilica.
La cripta è costruita sotto la Chiesa del Crocifisso, si raggiunge tenendo la sinistra .. Essa si presentava molto buia e sicura nei confronti dei malintenzionati che avessero voluto rubare le reliquie dei martiri Vitale e Agricola. La forma architettonica è a cinque navate divise da colonne diverse fra loro; in fondo alla cripta si trova l'altare con sopra l'urna contenente i resti mortali di Vitale e Agricola. Si accede al presbiterio. Al centro si può ammirare l'altare in marmo giallo di Verona, mentre sul fondo e nel lato sinistro si trovano due affreschi.
Qui normalmente si celebra la Santa Messa ed il Rosario.

La Chiesa del Sepolcro è la più antica e racchiude quasi 1600 anni di storia cristiana e 200 di storia pagana nella particolarità del culto isiaco. Al suo interno vi sono colonne di marmo nero africano e di laterizio che danno verso il lato est del dodecagono interno; il numero 12 è chiaramente voluto in rapporto ai 12 apostoli e alle 12 tribù d'Israele. Al centro della Basilica si trova un'edicola, in basso si può notare un foro, chiuso da una grata che lascia vedere l'urna che contiene i resti del corpo di S. Petronio, rinvenuti in questa chiesa a metà del XII sec
Durante le festività pasquali il pubblico, una persona per volta, può entrare nel sepolcro. L'accesso non è facile, bisogna sdraiarsi per terra e lasciarsi scivolare dentro.

La Basilica di SS. Vitale e Agricola mantiene i caratteri del romanico - lombardo; contiene le tombe dove erano riposti i corpi dei Santi Vitale e Agricola. Questa Basilica subì diverse distruzioni e ricostruzioni, e ciò lo si può notare dalla varietà dei capitelli.
In questa chiesa vengono allestiti I Sepolcri nel periodo pasquale, ma caratteristica sconosciuta ai non bolognesi è che in estate questa Chiesa diviene teatro per spettacoli itineranti all'interno della basilica e nei chiostri.

La chiesa del Martyrium è chiamata anche chiesa della Santa Croce o del Calvario o della Trinità. Nacque sull'antico Battistero Longobardo e poi i Franchi la ristrutturarono; successivamente fu ingrandita (sec. XVI-XVII). Ora è costituita da cinque navate e sopra l'altare era custodita la reliquia della Santa Croce. Al suo interno è ricca di affreschi e di statue.

Il cortile e il catino di Pilato si presenta come un quadrilatero abbastanza regolare, delimitato ad est dalla facciata restaurata dalla Chiesa del Calvario o della SS. Trinità, ad ovest dal lato posteriore del sepolcro, a nord e a sud da due porticati in stile romanico - lombardo con le caratteristiche colonne cruciformi in mattone. Al centro del cortile è posta una grande vasca marmorea di opera longobarda (tra il 730 e il 740). Grazie ad alcune iscrizioni sul bordo si ricavano alcune notizie, come il fatto che in quel tempo fosse re dei Longobardi Liutprando e che suo nipote Ilprando fosse associato al regno
Anche questo luogo diviene in estate teatro di manifestazioni teatrali. Normalmente si tratta di lettura di poesie, o testi teatrali che se pur non Sacri si rifanno alla storia della Chiesa.

Il Chiostro viene utilizzato come visiva testimonianza della presenza monastica benedettina; luogo silenziosissimo e fuori dalla città con i suoi rumori, ha sempre svolto una funzione di cerniera con la clausura monastica. La parte superiore è composta da quattro diverse colonne d'angolo e da 52 più 52 colonnine binate, i capitelli sono rappresentati con le teste di animali oppure con volti umani in atteggiamenti irridenti e beffardi. Al centro del chiostro è posto il pozzo - cisterna in pietra arenaria (1632).
Anche qui in estate si tengono concerti. La foto non rende giustizia a questo luogo davvero magico.
Da sottolineare che tutte le rappresentazioni teatrali pur essendo a pagamento, sono prestate in modo del tutto gratuito, ed i proventi vanno in beneficenza.