martedì, 17 giugno 2008

i miei proggetti un tempo congelati
si sciolgono impetuosamente
ora scopro finalmente
il primo   ne verrano altri ma a poco a poco...

Roma 2008 
Massimo De Carolis
Inaugurazione 19 Giugno / 18,30  
Esposizione 20 Giugno/ 18,30
 
SPAZIO ESPOSITIVO BEVILACQUA       
Via Antonino Di Giorgio 11 – Roma (zona Ponte Milvio)
Info Tel 3480548057 – massimo.decarolis@gmail.com – http//www.decarolismassimo.it
siete tutti i benvenuti
alexandermax
postato da: alexanderXmax alle ore 22:18 | Permalink | commenti (19)
categoria:roma, arte, luoghi, emozioni, pittura, vanità

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domenica, 15 giugno 2008

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Domani ore 21 al Colosseo - Roma

robbollexp5

Spettacolo meraviglioso per l'étoile e per la location

 

postato da: senzaluna alle ore 20:49 | Permalink | commenti (5)
categoria:musica, vita, roma, arte, emozioni, danza

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venerdì, 13 giugno 2008

 

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foto utopic

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foto tratta da internet

Dedicato ad un'anima sensibile, non servono parole

Paola

postato da: senzaluna alle ore 17:37 | Permalink | commenti (1)
categoria:vita, architettura, roma, arte, luoghi, emozioni, anima, dedica

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giovedì, 21 giugno 2007

" E me ricordo d'un tramonto antico...." quanti anni sono passati. Quattro ....
Roma t'aspetta... Mi arrivò per mail, recitata da lui.....

Così presa da insana follia mi ritrovo in stazione, biglietto Eurostar per Roma.
Ma che sto facendo?   Non mi rispondo, acquisto il biglietto.
Veloce, il treno parte a minuti, salgo.
Ma che sto facendo? Cerco di non pensare a nulla, poi, mi dico :
" A Firenze scendo e torno indietro".

FIRENZE............penso, ma che sto facendo? Ma dove vado?All'improvviso vedo Settebagni, Tiburtina, Stazione Termini. Arrivata. Scendo. Nessuna emozione, nulla .
Vivo come se fosse la scena di un film, qualcosa che sta capitando ad altri, non a me.
Mi guardo attorno, è la prima volta che torno a Roma dopo più di un anno. Quante volte sono scesa in quella stazione, ma oggi è diverso, nessununo mi sta aspettando. All'improvviso il cuore comincia a battere a mille, l'emozione sale,devo sconfiggere i fantasmi, i miei fantasmi.
Determinata esco dalla stazione, ecco già mi sono sbagliata. non è quella la strada, rientro, e riesco, Taxi. "Via Nazionale"..il tassista mi guarda con aria interrogativa, già via Nazionale è lì, davanti a me.
" No, scusi, vada al Muro Torto". Parte, io osservo le strade, vorrei che perrcorresse quelle a me note, di cui non conosco il nome.
Sono fortunata ,fa proprio quelle, al Muro Torto mi chiede " E mò? ". Già ed ora? "Piazza Cavour, angolo Crescenzi".  La sua espressione è tutto, tace ma dice tutto. Sorrido, ha ragione, penso.
Ma che sto facendo? Scendo, vado verso Castel Sant'Angelo, poi veloce torno indietro. No non posso restare lì , lì c'è il suo ufficio.
Se uscisse? se mi vedesse?  No, no non sono a Roma per questo. Veloce vado in Cola di Rienzo. Franchi....mi fermo, quante volte abbiamo fatto spesa da Franchi,la prima volta il primo ultimo dell'anno trascorso insieme- Scuoto la testa, proseguo, Castroni... le marmellate, le confetture per i formaggi, il caffè americano....il migliore.....Piccole cose...semplici....e meravigliose. No basta, così non va. Cammino ancora taxi. sono confusa, accaldata, ho scelto la giornata più calda , non so veramente dove voglio andare, ovunque credo. "Trastevere", il tassista mi guarda e dice "Trastevere dove?"
" Santa Maria in Trastevere", rispodo. Cammino per i vicoli e subito ritrovo la Trattoria der Belli, coi tavolini arrancati sul marciapiede, le tovaglie a quadrettoni, ancora non c'è molta gente, osservo, quanti ricordi. Di scatto via, ancora, e girando eccomi davanti a quella trattoria che mai avrei ritrovato se non per caso. Faceva caldo quel giorno, il mio plumbaco stava nel bauletto dello scooterone, era quasi morto...ma è vissuto fino allo scorso anno...A che pensi? " Vai", mi dico. Cammino torno sul lungo Tevere, ecco voglio andare a Piazza Augusto Imperatore, ma non ricordo, mi prende un po' di ansia. Chiedo, è vicino è facile arrivarci. Eccomi da Gusto, mi rendo conto di ripercorrere antichi luoghi di tempi felici.
Sono un po' stanca , un altro Taxi, "Campo de fiori". Non mi rendo conto di girare disordinatamente, non capisco se sono vicina o lontana, so che non ho tempo.
Ogni tanto osservo il telefono. No, non sei qui per questo.
L'hotel Campo dei de Fiori è davanti a me, lì. Fa caldo come quella domenica di maggio, la stanza al sesto piano, senza ascensore.....ma lo spettacolo lassù era splendido...Una domenica molto importante, il cuore torna a battere a mille, basta, mi dico basta,. Ma Elisheva non me lo perdo...non riesco a guardare le vetrine. Mi ricordo quando la domenica succeva mi comprasti i sabot...e me li regalasti pochi giorni dopo...No, non voglio pensare.
Cammino un po', mi sembra di non sapere dove sto andando, ma eccomi in Piazza Navona, oggi è caldo,ma all'improvviso la rivedo come se fosse Natale, quante volte ho comprato le Befane, le streghette, le calze per le mie figlie.....No basta ricordi.
Ancora taxi. " Piazza Colonna" scendo, cammino....Galleria Alberto Sordi...via del Corso, via Condotti, via Frattina ed eccomi lì a Piazza di Spagna. Mi fermo davanti alla barcaccia, ancora milioni di ricordi, troppo.
Hezel, scarpe...dai ti piacciono tanto. Mi fermo, traguardo la vetrina, non riesco proprio a guardar vetrine oggi, eppure sono vanitosa. Eleonora, il negozio più in di Roma.....no, non mi interessa.
Mi ritrovo alla galleria che conduce ai metrò, ma mi accorgo che sto andando al parcheggio di Villa Borghese, le scale mobili i tapirulan... eccomi. Ma che ci faccio al parcheggio? Entro voglio sentire i miei passi che rimbombano. ... Ma che sto facendo? Torno velocemente indietro, rieccomi a piazza di Spagna. Beh, vado a vedere il nuovo negozio di Frau, è vicino....ma non mi importa, allora mi volto,torno indietro.. vado da Tad.....no non mi importa.
Sono stanca assetata, accaldata, vorrei sedermi, ho solo camminato. Un taxi, l'ennesimo " Vanni, viale Mazzzini". Eccomi di nuovo lì...altro luogo della memeoria, tante volte siamo stati da Vanni, quella domenica di agosto......Mi siedo stremata, ordino una coca, non ho fame e forse neppure sete.
Non ho un biglietto per il ritorno, non mi importa di che ora sia, so che ci sono mille treni che possono riportarmi a casa, ma ancora non ho voglia di tornare.
Guardo il telefono ancora una volta. No, non sei qui per questo.
Penso ora vado a San Giovanni, no meglio ai Fori Imperiali, no vado "al Cantuccio". Ripenso a quel ristorantantino delizioso, due volte ci siamo stati e due volte è accaduto qualcosa di molto spiacevole. No al Cantuccio non vado.
Sono stanca, le emozioni accumulate sono troppe, troppe..... chiamo un taxi. "Stazione Termini", intanto prenoto il treno al telefono, tiketless, non ho voglia di far file. Arrivo appena dieci minuti prima della partenza del treno e mi ricordo quella volta che salendo chiusero il portellone con la mia mano in mezzo......
Salgo sul treno, chiudo gli occhi, poi guardo il telefono "Ciao, sono a Roma ,sto partendo, avrei voluto chiamarti per un caffè..."
No , non lo faccio, non sono qui per questo.

Roma t'aspetta..... non so quando tornerò a Roma, non so se tornerò a Roma, non importa che io torni a Roma perchè una parte di me è a Roma, e lì resterà per sempre.

Volevo che Roma fosse solo una città, no Roma non è solo una città, è molto altro, per me Roma è molto altro.

Roma t'aspetta....

SAN PIETRO

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mercoledì, 13 giugno 2007
roma

Dedicato a Roma (by Utopic)

A volte è così infernale, casinara, caciarona che finisci per maledire il solo fatto di essere in macchina, intrappolato fra un turbine di lamiere arroventate, e riesci solo a cogliere gli aspetti negativi di questo enorme affresco del passato, ove la storia antica ed il moderno si sposano di necessità, senza soluzione di continuità. Però niente al mondo sà ripagarti con moneta sonante di queste avversità, soprattutto quando le ombre della sera si allungano sul Tevere e disegnano coreografie magiche, con i platani che si stagliano sul cielo morente ed un tratto tutto sembra fermarsi in un quadro dai colori tenui ed appena accennati.
Ed allora quell'atmofera languida ti può anche trascinare nell'abisso dolcissimo dei sentimenti e della nostalgia, e farti immaginare un volo pindarico attraverso la storia rimasta intrappolata nei ruderi dell'impero romano, nelle suggestive chiese sparse un pò dovunque, nella maestosità del cupolone e di Castel S.Angelo, severi ed austeri guardiani della romanità. Tutto è dolce e ruffiano a Roma, nelle vedute sconfinate delle luci della città vista dal Gianicolo, al volto scolpito dal tempo di un suonatore di sax che staziona da sempre sul ponte dell'isola tiberina e vorresti soltanto essere così veloce da volare da un posto all'altro per abbracciare contemporaneamente qualcosa che è così vasto ed eterogeneo da poter essere preso solo a piccoli sorsi.
Ricordo una mattina di tanti e tanti anni fa, io e le mie prime notti d'amore, passate insonni a scoprire quant'è bello vivere ed un alba vista dai ruderi del Circo Massimo, a mangiare cornetti caldi e a bere sentimenti dagli occhi di una lei, mentre tutto attorno la città si svegliava pigramente ed il lento muoversi di poche ombre nell'oscurità diventava lentamente un allegro brulicare di vita che tornava alle proprie occupazioni, con gli occhi arrossati di sonno e di baci, mentre qualcosa mi legava perdutamente alla bellezza di questo luogo incantato.
Amare Roma è un dovere per chi ci è nato, così come è un diritto parlarne male e criticarla quando serve, esattamente come è un diritto ed un dovere difenderla da chi non può capirla interamente, se prima non ci è stato davvero e non l'ha vissuta con il cuore e magari non ci si è perdutamente ed irrimediabilmente innamorato.

Post e foto by Utopic

postato da: utopic alle ore 12:22 | Permalink | commenti (1)
categoria:roma, dedica

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