martedì, 17 giugno 2008

5

Amo farmi possedere, amo farmi possedere da Parigi, dai suoi colori, dalle sue musiche, dai suoi profumi, dal suo fascino.
Seducente e seduttiva, solo Parigi sa davvero chi sono.
Con le mani attraggo attratta, accarezzando il pensiero di possedere Parigi.
Parigi non mente, non mi mente, mai....

 Je T'Aim Tant

Je t'aime tant

Peut-etre maladroitement

Mais sans détour

Comme peut aimer un enfant

Tremblant d'amour

 

Je t'aime tant

d'un amour pu et merveilleux

Éperdument

Comme un croyant

Peut aimer Dieu

Aveuglément

Je t'aime tant

 

Ton amour est une île

Inconnue et sauvage

Où mon cœur en péril

Chaque jour fait naufrage

Terre

Où ton seul nom

Est ma frontière

Et ma prison

 

Je t'aime tant

Et quand mes yeux plongent en tes yeux

Tendres et profonds

J'ai le vertige et je n'en peux

Toucher le fond

 

Je t'aime tant

D'un amour pu et merveilleux

Éperdument

Comme un croyant

Peut aimer Dieu

Aveuglément

Je t'aime tant

 

Avec mes paradis

Mes enfers dans ma tete

Je chevauche les nuits

Debout sur mes tempetes

Ivre

Pour à tes pieds

Mourir de vivre

Vivre d'aimer

 

Je t'aime tant

Et je suis pret à affronter

Dans ma folie

Tous les hasards, tous les dangers

Comme un défi

 

Je t'aime tant

D'un amour pu et merveilleux

Éperdument

Comme un croyant

Peut aimer Dieu

Aveuglément

Je t'aime tant

 

Je t'aime tant

D'un amour pu et merveilleux

Éperdument

Comme un croyant

Peut aimer Dieu

Aveuglément

Je t'aime tant

Charles Aznavour

PARIS AU MOIS D'AOÛT


Balayé par septembre
Notre amour d'un été
Tristement se démembre
Et se meurt au passé
J'avais beau m'y attendre
Mon coeur vide de tout
Ressemble à s'y méprendre
A Paris au mois d'août

De larmes et de rires
Était fait notre amour
Qui redoutant le pire
Vivait au jour le jour
Chaque rue, chaque pierre
Semblaient n'être qu'à nous
Nous étions seuls sur terre
A Paris au mois d'août

Pour te dire je t'aime
Aussi loin que tu sois
Une part de moi-même
Reste accrochée à toi
Et l'autre solitaire
Recherche de partout
L'aveuglante lumière
De Paris au mois d'août

Dieu fasse que mon rêve
De retrouver un peu
Du mois d'août sur tes lèvres
De Paris dans tes yeux
Prenne forme et relance
Notre amour un peu fou
Pour que tout recommence
A Paris au mois d'août 

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lunedì, 05 maggio 2008

pargi immagini personali

Quand il me prend dans ses bras,
Il me parle tout bas
Je vois la vie en rose…”

 

 Sembra quasi un luogo comune associare Parigi a “La vie en rose”, ma la musica è un elemento così importante, così unico, che non si può scindere Parigi dalla musica.  I suoni ovattati delle melodie giungono ovunque ci si rechi, ovunque si vada. Ecco, ti trovi a Chatelette, scendi le scale della metropolitana e “la vie en Rose” ti avvolge in tutto il suo fascino.

Edith Piaf, Giuliette Greco, non ha importanza di chi sia la voce, perché la musica entra nelle vene e scorre nell’anima.

Alzo gli occhi, i murales sorridono dall’alto, un manifesto strappato sembra osservarmi, mi ricorda la storia della città, le sue strade, i suoi giardini, le cicatrici delle sue battaglie. Su quel muro, quel manifesto strappato apre una finestra sulla libertà.

Ritorno sui miei passi, come sempre mi accade, quasi calamitata da sensazioni ed emozioni che magicamente mi attraggono, e torno, come sempre, a Saint German des Prés, è quasi sera, il sole si staglia sulla Senna, quasi come un invito, una passatoia che conduce ai luoghi dei sogni.

Il tempo si ferma e lascia il posto all’avventura. Non so più cosa sono e cosa sarò. Parigi si mette a cantare l’amore, l’eleganza agli angoli di tutte le strade. Arrivo in rue Saint Benoit, e i camerieri, pantaloni neri e camicia bianca, stanno allestendo i tavolini per la sera, fuori, anche se fa freddo, mentre dalle porte aperte del Bilboquette giungono le note della tromba di Duke Ellington.

Parigi, New Orleans?  Già quasi non credo che in quest’angolo della vecchia Europa ci si possa immergere nel jazz come se mi trovassi oltreoceano. Eppure lo conosco bene, ma ogni volta è come se fosse la prima, l’emozione cresce, mentre Parigi mi avvolge nella sua musica. Ancora qualche passo ed un’altra cave de Jazz mi inonda con le note Charly Parker………

Musica delicata, passeggia insieme a me, tenendomi per mano e mi lascio condurre, come fossi una bambina, nei luoghi e nelle passioni di Parigi.

Parigi è passione, il tempo passa, ma là si vola mentre la città si illumina e brilla notte e giorno. E io volo.  “ Tutto finisce e parla il desiderio “.

Jaque Breil mi sorprende mentre passeggio in Foubourg Sant Honorè. So bene che girando l’angolo c’è il Buddha Bar, ma non capisco come possa provenire di lì la musica di Breil…. Semplice, nulla è statico a Parigi, ogni cosa è in continuo movimento, ed anche il mitico Buddha Bar il pomeriggio si trasforma in un cafè .Parigi

Parisienne, parigina, è strano come possa sentirmi parisienne. Le parigine sono appassionate, lo sa tutto il mondo, è come se Parigi fosse una donna, elegante, altera, vestita di nero con le labbra rosse, che avanza trionfale e seduttrice, con la grazia della libertà. Cammino con gli occhi volti verso il cielo, accompagnata ancora da quella musica trascinata dal vento, e all’improvviso rincontro quell’immagine con la sua poesia che sembra chiamarmi ogni giorno.

E'questa nuova immagine di Parigi, immagine di donna, che io porto in me e lei mi porta in sé: la incontro sui muri, è lo specchio dei miei pensieri, della mia musica. Catturata dai miei occhi è bella, troppo bella, assorta nelle mille sensazioni mi accorgo che la passione mi ha conquistata: è tardi, è troppo tardi per essere saggi.

Non percepisco il traffico, non odo i rumori sgradevoli della metropoli, perché mai? Non vedo la folla in fila davanti al Louvre: i cafè, le mostre, le cave, gli angoli, gli stralci di sole e nuvole mi aspettano. Mi sembra di potere restare là: in qualsiasi posto al mondo noi aspettiamo, cerchiamo la nostra passione, ed io l’ho trovata.

E la musica ancora mi avvolge quando, un po’ stanca, mi siedo al Flore con un bicchiere tra le mani e penso: Parigi è arte, è arte della vita, arte dell’amore, arte della passione, arte della musica, arte.

 

              Le plus fort                      PARISIENNE      

              N’est pas celui

              Qu’on panse

              C’est celui qui panse.

               

              continua....

                                                    immagine presa da internet

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venerdì, 14 marzo 2008

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Disegno di NuitAmericaine

Continua la collaborazione/commistione tra la donna senza luna e la notte americana!!! Progetti comuni e amore per le stesse cose ci hanno portato a condividere questo cammino..
Parigi, coi suoi chiaroscuri che passano dalla vita di qualsiasi cittadino alla grandeur dei palazzi, accomuna anche per l'amore per l'arte in tutte le sue forme!! Come diceva Baudelaire la Noia è il male peggiore..e a Parigi anche lui aveva trovato possibilità di saziare il suo spirito. Io invece ho incontrato i luoghi che hanno fatto da scenario ad un movimento culturale che mi affascina dal profondo.
E adesso in questo luogo virtuale, in questo insieme di bit, posso trascrivere le mie sensazioni che un po' di tempo fa ho condiviso con una donna senza luna ma che fa tanta luce!!!

Grazie mamma!!!

Francesca

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venerdì, 29 febbraio 2008

Pensiero suggerito da una splendida grafica di Kurtz58

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Ecco il violino incantatore che trascina nelle sue dolci note l'anima. Ecco che riecheggia quando passeggi lungo la Senna, verso sera, tra la nebbiolina che il fiume crea. Lo ascolti, ti sembra lontano, eppur così vicino.
Ancora qualche nota, e sembra di danzare assieme alle nuvole dispettose che nascondono e rifanno apparire la luce della luna. Una sinfonia di sensazioni, una sinfonia di emozioni percorrendo il Quai senza ben sapere dove condurrà quella musica di violino. Antichi valzer? o divertimenti d'archi? Non è nota quella musica, e già la mente immagina un vecchio, col fazzoletto legato attorno al collo, i pantaloni larghi di velluto...un po' bohemienne... Camminando si ode il solo rumore dell'acqua e le note del violino. Cammino cammino cammino e ritrovo quel sorriso che sembrava smarrito.

When the music is over.....

Grazie Guido

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martedì, 19 febbraio 2008

pont des arts

Foto presa da internet

Parigi: ogni volta che salgo sull'aereo ho quella sensazione lieve di tornare a casa. Scendo all'aeroporto e percorro i corridoi quasi ad occhi chiusi.
Il taxi, la solita strada. Indifferente attraverso la periferia, potrei essere ovunque, nella periferia di una qualsiasi metropoili, poi quasi all'improvviso le strade note. I miei occhi guardano sempre con un punta di stupore, nonostante abbia fatto quel percorso decine e decine di volte. Ma Parigi è magica, ed ecco stagliarsi alla luce del tramonto la sagoma di Notre Dame, da dietro, la parte che forse preferisco. Il Quai, il Pont des Arts, Rue de Saint Peres, Rue Jacob, et voilà.... arrivata.
Non ho la frenesia del turista, di disfare velocemente i bagagli ed uscire in fretta. No, Parigi so che mi aspetta, a Parigi ho imparato ad essere "flaneur", ad assaporare lentamente tutte le sue magie. Il sorriso mi nasce spontaneo, sono a casa. Esco per vivere lentamente la mia Parigi, passo davanti all'edicola e do un occhiata veloce alla copertina di Pariscop, uno sguardo per capire cosa è cambiato e se qualcosa è cambiato. Parigi cambia in continuazione, ma alcune cose, alcuni luoghi restano sempre uguali, e mi rassicurano.... La Hune è ovviamente aperta, libreria dove si trovano testi incredibili, rassicurante, accattivante, e quel lembo di cielo azzurro tra le nuvole sembra sorridermi per darmi il ben tornato. Risalgo Rue Jacob, passeggio per Rue Bonaparte scorrendo velocemente con lo sguardo i negozietti così eterogenei, ed ecco davanti ai miei occhi.. il Pont des Arts che si affaccia sul Louvre, nessuna visione mi pare più completa di questa! Solo pochi passi e Parigi è sempre più grandiosa. Un brezza leggera e gelida portata dalla Seine mi accarezza il volto mentre traballo sulle tavole di legno di quel che è definito il Ponte degli Innamorati. Non conosco l'origine di quella definizione ma ... di fronte il Louvre, a destra la Seine che si dirama sull'Ile de La Cité, ed attraverso Place Dauphine con lo sguardo si scorge la guglia di Notre Dame, a sinistra troneggia la Cupola del Grand Palais...e la Tour Eiffel... mi giro su me stessa...la cupola illuminata dell'Accademie National Francaise....è buio ed è tutto incredibilmente e sapientemente illuminato, la vista è davvero splendida. Che dire, anche se non si è innamorati, sul Pont des Arts non ci si può non innamorare di Parigi. (Un piccolo cenno storico, si chiama Pont des Arts poichè sorge davanti al Louvre, detto anche Palais des Arts).
A Parigi c'è una luce speciale, una luce diversa rispetto a quelle di tutto il resto del mondo, ed ogni giorno ti trovi di fronte a paesaggi diversi a seconda dell'atmosfera che ti regala il tempo..la nebbia, la foschia, il sole accecante, il crepuscolo..tutto esplode di nuovi colori e si riescono a vedere gli angoli nascosti di questa Magica città., Le strade sono quasi tutte di granito, i gradini, i ciottoli lungo la strada; ma niente è nuovo a Parigi, tutto è conservato meravigliosamente, con amore e con cura, ma è indiscutibilmente vecchio e quindi carico di significati storici e sociologici, chissà quanti piedi hanno calpestato quei vicoli e quante mani hanno accarezzato con delicatezza quei muretti lungo la Senna..
Quando si va a Parigi non necessariamente si guardano i dettagli, gli angoli , i marciapiedi, l'acquetta che esce dai marciapiedi... la pietra di calcare con cui sono costruite le case, molte case, o i muri di pietra intonacata... I palazzi parigini in reatà sono delle sculture e questo crea un'atmosfera uniforme, le Chiese, le torri ,le Cattedrali : è il cuore di Parigi, un posto unico.

Continua .....

 

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giovedì, 07 febbraio 2008
cigarette

Foto Renè Gruau

Parigi: è già stato scritto un mare di libri, recensioni ,articoli, su ogni suo aspetto, turistico, storico, artistico. Davvero non posso cimentarmi con grandi scrittori, che vanno da Corrado Augias, giornalista e scrittore contemporaneo, con " I segreti di Parigi" - tra gli altri - che è stato definito come il libro di un viaggiatore, dove abbandona i luoghi più battuti, abusati. andando in cerca dei luoghi della memoria sull'orma di Chatwin; a Walter Benjamin, critico saggista e filosofo tedesco, con " I <passages> di Parigi", testo scritto in tredici anni ed incompiuto ( morto suicida nel 1940 ) : due libri ove si propone di risalire alle origini dell'epoca moderna partendo dalla specifica realtà di Parigi come ideale centro del mondo, raccogliendo una miriade di dettagli eterogenei ed apparentemente marginali: i passages, la merce, il flaneur, il gioco, la moda, l'art nauveau, la modernità urbanistica di Haussmann, la rilettura e il ripercorrere i luoghi di Nietzche, Poe, Baudelaire.
Ma ciò che Parigi dona è una tale continuità all'interno di un costante rinnovamento che appare quasi quasi incredibile come rileggendo, ad esempio, il testo di Benjamin nulla sotto un certo profilo sia cambiato.
Non ho la pretesa di far da guida ad una città in cui nessuno, credo, può esser guida, ma cerco solamente di trasmettere quelle sensazioni e quelle emozioni che ogni volta mi dona.
Giungendo a Parigi la prima cosa che colpisce è la grandiosità ( grandeur ), che è del tutto diversa da quella di New York. Sono a mio avviso assolutamente imparagonabili : a New York tutto è GRANDE , a Parigi tutto è GRANDIOSO. Ma se si vuol da subito penetrare nel cuore della città , ecco che ti accorgi che Parigi , i quartieri di Parigi sono tanti piccoli villaggi, che hanno ancor oggi conservato quell'aria di autenticità, che percorrendoli rammentano quei vecchi films in bianco e nero dove gli uomini camminavano, lavoravano con il basco in testa e le donne indossavano graziosi grembiulini. Ovviamente oggi non ci sono più, ma è quell'aria serena e un po' scanzonata che è rimasta nel cuore di Parigi. Ed ecco allora che la signora appena uscita dalll'ufficio si mette in fila per andare a visitare la mostra dell' Arcimboldo con una baguette sottobraccio, e smangiucchia leggendo un libro, senza dar segni di impazienza per la lunga fila che sta facendo e chiede con un sorriso se sei l'ultimo.....
Penetrare nell'anima di Parigi non è facile ma neppure difficile, perchè da subito Parigi si offre , sta a te coglierne gli stimoli, i messaggi e quella possibilità che ti viene offerta non platealmente, ma con estrema discrezione. Io l'ho afferrata questa possibilità, non subito invero, ma appena me ne sono accorta ecco che tutto lo splendore mi si è aperto davanti agli occhi, come per magia, perchè Parigi è magica

Continua.....

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lunedì, 04 febbraio 2008

1359«Le club de jazz mythique de Saint-Germain-des-Prés»

Créé en 1947 par une bande d'amis, sous l'égide de Boris Vian, le mythique club du 13 rue Saint-Benoît a accueilli les plus grands noms du jazz français et international. Charlie Parker, Sidney Bechet, Miles Davis, Duke Ellington, Stéphane Grappelli, Martial Solal... Des noms qui font rêver dans un lieu culte qui a vu s'écrire une page de l'histoire du jazz. Aujourd' hui un des derniers lieux de Saint-Germain où il est possible d'écouter cette musique enivrante, pénétrer au Bilboquet permet de revivre pour un temps une époque légendaire.

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March 26, 2004: At Le Bilboquet
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Un club qui à l’origine devait être un repaire de copains amateurs de jazz avec à leur tête Boris Vian, un club donc, qui a reçu les plus grands noms du jazz, Américains surtout, souvent contraints de venir exprimer leur talent en Europe. Miles Davis, Kenny Clarke, Duke Ellington, Art Blakey et les Jazz Messengers, Rhoda Scott, pour ne citer que les plus illustres, y rencontrent Claude Bolling, Claude Luter, Martial Solal, Sacha Distel, Stéphane Grappelli, Henri Salvador et tant d’autres immenses talents de l’hexagone.

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Rhoda Scott

[Jazz, Soul & Funk]

Lieu : Le Bilboquet - Paris
du 07/12/2005 au 27/05/2006

Fille aînée d'un pasteur itinérant, Rhoda Scott a grandi dans l'ambiance des petites églises noires de la côte est des Etats-Unis. C'est là, en accompagnant les gospels et negro-spirituals dès l'âge de huit ans, qu'elle a trouvé son incroyable[...

Quando sono arrivata a Paris, il 30 dicembre, ho subito notato che Le Bilboquet era chiuso..... i tavolini all'aperto ( anche in inverno ) vestiti con candide tovagliette, un piccolo caspot ....non c'erano. Tutto era chiuso, molti cartelli pubblicitari sulle porte e sulle vetrate. Impossibile non vederlo, dato che è proprio a pochi metri dall'hotel presso il quale soggiorno abitualmente.
 Un pezzo di storia di Paris che se ne va?
Ho chiesto informazioni, e mi è stato detto che il locale è stato acquistato dalla famiglia Costes, famiglia che oltre ad aver creato il noto Costes' Hotel, ha acquiatato anche il ristorante GEORGES V al Bouburg, ll Cafè Roc, ed atri punti importanti della città. Mi hanno detto che sarebbe stata ricreata la Cave de Jazz...... io lo spero davvero, perchè le Cave erano moltissime nel quartire di Saint Germain ( il sesto ), ma man mano negli anni le ho viste chiudere.....

Le Bilboquet resisteva grazie alla fama, a tutti i jazzisti di spessore che vi hanno suonato.... tipico parisienne , l'ambiente fumoso, il bicchiere di wisky o di champagne, la musica che si udiva anche da lontano, ottima musica......

Mille ricordi a Le Bilboquet.

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sabato, 02 febbraio 2008

Edith

La vie en rose

Des yeux qui font baisser les miens
Un rire qui se perd sur sa bouche
Voilà le portrait sans retouche
De l'homme auquel j'appartiens

{Refrain:}
Quand il me prend dans ses bras,
Il me parle tout bas
Je vois la vie en rose,
Il me dit des mots d'amour
Des mots de tous les jours,
Et ça m'fait quelque chose
Il est entré dans mon cœur,
Une part de bonheur
Dont je connais la cause,
C'est lui pour moi,
Moi pour lui dans la vie
Il me l'a dit, l'a juré
Pour la vie
Et dès que je l'aperçois
Alors je sens en moi
Mon cœur qui bat

Des nuits d'amour à plus finir
Un grand bonheur qui prend sa place
Des ennuis, des chagrins s'effacent
Heureux, heureux à en mourir

{au Refrain}



{Nota: variante pour le dernier couplet:}

Des nuits d'amour à en mourir
Un grand bonheur qui prend sa place
Les ennuis, les chagrins s'effacent
Heureux, heureux pour mon plaisir

Edith Piaf

Edith Piaf

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sabato, 26 gennaio 2008

Rendez-vous à le Cafè de Flore

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Vi aspetto.... palrlemo di cultura, di amore, di anima, di vita, e sorrideremo a quel gentile cameriere che ci chiederà con garbo ed educazione se desideriamo qualcosa e al nostro no ci donerà un sorriso......

Paola

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venerdì, 25 gennaio 2008

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Paris, Pigalle , XVIII arrondissement

El tango de Roxanne

Will drive you mad!

Roxanne
You don't have to put on that red light
Walk the streets for money
You don't care if it's wrong or if it is right

Roxanne
You don't have to wear that dress tonight
Roxanne
You don't have to sell your body to the night

His eyes upon your face
His hand upon your hand
His lips caress your skin
It's more than I can stand

Roxanne
Why does my heart cry?
Roxanne
Feelings I can't fight
Your'e free to leave me
But just don't deceive me
And please believe me
When I say, I love you

Give you your time
To do what you're saying
And if you have to
And if he has to,
I won't blame you

En el alma se me fue
Se me fue el corazon
Ya no puedo mas vivir
Porque no te puedo convencer
Que no te vendas Roxanne

Roxanne
Why does my heart cry?
Roxanne
Feelings I can't fight
Roxanne
You don't have to put on that red light
Roxanne
You don't have to wear that dress tonight
Roxanne

His eyes upon her face
His hand upon her hand
His lips caress her skin
It's more than he can stand

Roxanne
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venerdì, 25 gennaio 2008

Paris en couleurs

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Robert Capa

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Ernst Haas

Alcuni attimi di una Paris magica, attraverso una mostra all'Hotel de Ville.

Dedicata a tutti i miei amici.   Paola

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venerdì, 18 gennaio 2008

Palais Royal 2008

Una fontana illuminata di notte, guizzi d'acqua che creano una magica atmosfera. Un sorriso. Paris, una città magica che ogni volta mi dona gioia.
Ogni volta che torno, pur conoscendola benissimo, mi dona quella magia, quella frechezza frizzantina, così speciale, e mi ritrovo. Se ho vissuto un'altra vita, sono sicura di averla vissuta a Paris. A bien tout.

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sabato, 12 gennaio 2008

E che questo 2008 sia davvero per tutti " SUPERBO "

Tour Eiffel - Francesca

PAOLA

Foto di Francesca Maria protetta da copyright

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giovedì, 24 maggio 2007

Place Vendome ovvero la fiera delle vanità..............

 

 Parigi

Ps. quella di spalle sono io....

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giovedì, 24 maggio 2007

La mia Parigi

 

pargi

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