mercoledì, 12 dicembre 2007

Proprio la cosa più piccola,
più sommessa, più lieve,
il fruscio di una lucertola, un soffio,
un guizzo, uno sbatter d'ali.
Di poco è fatta la miglior felicità.

Friederich Nietzsche

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mercoledì, 05 dicembre 2007

PAUL
VALERY

L'idea
fissa

E' una conversazione che , per sottolineare il tono spensierato e libero della scena, si svolge sulla riva del mare, durante una giornata di vacanza. Una conversazione che non ha né la rigida consequenzialità di un dialogo socratico, nè la seriosa e solenne andatura di un colloquio tra sapienti : i due interlocutori sono interessati ad inseguire, per catturarlo, il movimento stesso del loro pensiero, il bagliore inafferrabile dei loro processi cerebrali. E così balzano da un argomento all'altro, perdendosi a volte in un rivolo cieco, altre arrivano a sfiorare le mete delle loro peregrinazioni intellettuali......

Paul Valery - Autoritratto

Paul Valery - Autoritratto

Novembre 1987,

Con la mira dell'arciere dall' occhio e mezzo             
lancio  questa  freccia,  affinchè  possa
dardeggiare - intermittente - nel tuo sguardo.
Seguine la traiettoria allo stesso modo del
filosofo che mi piace chiamar ballerino :
con " un certo sorriso " e in " un certo passo
della danza " .

arciere

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mercoledì, 28 novembre 2007

DANTE ALIGHIERI

INFERNO

CANTO V

( girone dei lussuriosi)

Paolo e Francesca

Paolo e Francesca

Quali colombe dal disio chiamate
con l'ali alzate e ferme al dolce nido
vegnon per l'aere, dal voler portate;

cotali uscir de la schiera ov' è Dido,
a noi venendo per l'aere maligno,
sì forte fu l'affettüoso grido.

«O animal grazïoso e benigno
che visitando vai per l'aere perso
noi che tignemmo il mondo di sanguigno,

se fosse amico il re de l'universo,
noi pregheremmo lui de la tua pace,
poi c'hai pietà del nostro mal perverso.

Di quel che udire e che parlar vi piace,
noi udiremo e parleremo a voi,
mentre che 'l vento, come fa, ci tace.

Siede la terra dove nata fui
su la marina dove 'l Po discende
per aver pace co' seguaci sui.

Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.

Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.

Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense».

Queste parole da lor ci fuor porte.

Quand' io intesi quell' anime offense,
china' il viso, e tanto il tenni basso,
fin che 'l poeta mi disse: «Che pense?».

Quando rispuosi, cominciai: «Oh lasso,
quanti dolci pensier, quanto disio
menò costoro al doloroso passo!».

 

immagine tratta da internet

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