Avevo perso le mie ali. Non avrei più potuto volare.
Le avevo perse perchè si erano staccate da me, erano diventate pesanti , troppo pesanti.
Credevo che avrei sempre potuto volare, si erano a volte sporcate, ma un battito veloce e lo sporco se ne andava. E tornavo a volare, libera, volteggiando sulla mia vita e sui miei sogni. E quando ero troppo stanca, di nuovo volavo e la stanchezza svaniva , il mondo era nuovamente mio.
Poi un giorno spiccai un volo troppo alto, troppo veloce, un volo che non riuscivo più a controllare. Ne fui felice, all'inizio, poi cominciai a seguire rotte che non conoscevo e che, soprattutto non mi appartenevano. Le mie ali cominciarono a sporcarsi, ma io non capivo e non lo vedevo. Ero diventata sorda, cieca, e credevo di seguire una musica dolcissima suonata soltanto per me. Non mi accorgevo che sulle mie ali erano stati versati fiumi di fango e di ogni altra sporcizia. Ho creduto di esser sporca dentro, ho creduto di esser stata malvagia, ma continuavo a volare con le mie ali sempre pià pesanti ed imbrattate. Ho permesso che fossero ancora imbrattate, poi ancora e poi ancora ancora, ho permesso che fossero spezzate, ho permesso che mi conducessero in un labirinto di tresche e di melma. Volavo sempre meno, era sempre più faticoso, ma credevo che il mio sole, la mia luce fossero solo lì. Mi sentivo ogni giorno sempre più colpevole, mi addossavo ogni responsabilità, non capendo e non percependo che le mie ali erano troppo sporche e pesanti per farmi ancora volare. Ed un giorno ho perso le mie ali. Le ho raccolte, guardandole con dolore, credendo che mai più avrei potuto volare. Avevo superato tante prove dure nella mia vita, le avevo affrontate, combattute, e in qualche modo vinte, ma questa volta credevo fosse tutto inutile. Ero uscita da quel vortice, ma ancora il fango pioveva sul mio volto, e più cercavo fresca pioggia, più scivolavo nella melma che avevo attorno. Ed ogni volta che riuscivo a sollevarmi un po' ,ogni volta, ancora pioveva fango. Ricordi offesi, memorie sfrattate. Ma il tempo passava e non mi decidevo a gettare quelle ali che somigliavano ad un piccolo cumulo di immondizia, non riuscivo , non potevo. Credevo che un giorno avrei potuto tornare a volare verso quel sole, verso quel cielo. Ogni parola che ancora mi feriva , mi lacerava mi faceva volgere verso le mie ali. All'improvviso ,come per magia, ho cominciato a respire aria diversa, più pulita, più vera. Volevo gettare le ali, volevo bruciarle insieme a tutta la sporcizia raccolta. Mi ero accorta che non io ero malvagia, che non mie, o meglio non solo mie erano "le colpe", e che i miei occhi avevo pianto troppo, e le mie lacrime erano state inutili. Credevo di non potermi staccare da quell'idea, di non poter sopportare l'assenza. Poi un giorno ho raccolto le mie vecchie ali, ormai appicicaticce, e con pazienza , poco per volta ho cominciato ripulirle, pian piano si intravedeva il loro antico colore. Delicatamente, con molta pazienza, con molta costanza ho ripulito quasi completamente le mie ali, e so che tornerò a volare, perchè ho ricominciato a sorridere, ogni giorno di più.
E so che il mio sole , che il mio cielo è solo dentro di me.
Solo ancora mi chiedo il perchè di tanta ferocia, di tanta violenza, di tanta cattiveria e stupidità.
Ma tornerò a volare, io tornerò a volare con le mie bellissime ali.