giovedì, 05 giugno 2008

Raccolgo
membra straziate
cercando
di ricucire
lo strappo

Rimango
ad osservare
i resti
di una vita
che scorre
troppo velocemente

Mi innamoro
del colore
del sangue
cercando
catarsi
al mio dolore

Piango lacrime
di gioia
pensando
alla fenice
che dentro me
ancora riposa

Sto aspettando di rinascere...

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lunedì, 12 maggio 2008
ancora un
secondo
e la luce
che mi
accarezza
si allontana
si spegne
dimenata
dalla sera
briciole
di ricordi
m'attraversano
intrisi
d'ogni essenza
guardo
ancora dalla
finestra e
tu sei lì
lontana dieci
passi d'assenza
a raccontarmi
i tuoi sguardi
ormai troppo
lontani
ascolto una
falena
infrangersi e
la raccolgo
solo per
salvarmi
tra il polline
del tempo ed
il battito delle
sue ali
postato da: ashurado alle ore 14:17 | Permalink | commenti (6)
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venerdì, 09 maggio 2008
arcobaleno001wd1

Immagine presa da Internet

 

Sono l'arcobaleno

che si palesa solo quando

migliaia parti di me

riescono a trovare

la giusta combinazione

sono acqua, aria e fuoco

sono la leggenda di un tesoro

sono la gioia di un attimo

sono il sorriso dello stupore.

 

Tu sei la mia anima

oltre il tormento

le frasi campate in

aria che mi sorreggono

l'alba ed il fresco

divenire

la rosa nascosta

del mio gioire

nessuna parola

stilla l'ampolla del

sentimento

tu sei la gioia

e non il momento.

 

Non servono trucchi

che celano l’anima

non servono sogni

che annebbiano il cuore

non servono luci

quando il buio ti è amico

non servono parole

quando il silenzio

è dolce nenia

solo uno sguardo

e tutto si fonda.

NuitAmericaine & Ashurado

postato da: NuitAmericaine alle ore 18:40 | Permalink | commenti (5)
categoria:immagini, vita, introspezione, emozioni, poesie multiautore

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domenica, 13 aprile 2008

smallVinoRosso
Immagine presa da Internet

Ambrati calici

 

riflettono

 

visi stanchi

 

liquidi densi

 

di aspettative

 

l'aroma dolce

 

non nasconde

 

l'amara verità

 

sorrisi finti di

 

gioie cercate

 

e mai trovate

 

nell'anima

 

appannata

 

brindo

 

al silenzio

 

ed aspetto

 

il risveglio

 

dei sensi

postato da: NuitAmericaine alle ore 14:43 | Permalink | commenti (18)
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lunedì, 07 aprile 2008

maschere

Immagine presa da Internet 

Sorrisi e smorfie
si alternano ironiche
tra le pieghe del vento
foriere di emozioni
senza senso

Vago nel sogno
di un dio imparziale
cerco applausi
nella notte
senza stelle

Guardo la mia
eterogenea
gemella
e penso a quanto ognuno
si senta meglio
nei panni degli altri

Sento il sipario che scende
tra gli applausi di sconosciuti
che non sanno distinguere
tra la vita e la morte
e tra sogno e veglia

Buio e luce
si stagliano
l'uno contro l'altra
danza frenetica
di essenze perdute

Maschere teatrali
fondamento di pensieri
che non mi appartengono
ma che mi rendono
reale

postato da: NuitAmericaine alle ore 14:46 | Permalink | commenti (8)
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venerdì, 28 marzo 2008

Chimera Perpetua

Immagine Personale

 

Sento bussare

alle mie palpebre

è la luce

attraverso le persiane

penetra nella stanza

mi guardo intorno

nell'atmosfera baluginante

i miei passi sono vetri in frantumi

riflessi di luce in ogni frammento

rappresentano i pensieri

non si palesano

se non in un soffio di vento

chimera perpetua

ricerca incessante

di ciò che non c'è

postato da: NuitAmericaine alle ore 12:11 | Permalink | commenti (9)
categoria:poesie, vita, introspezione, emozioni

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mercoledì, 26 marzo 2008
Gli arcani colori dell’iride,
come
istrioni,
carpiscono
arcane domande,
senza
mai giungere
ad
una risposta,
perché
così piace a noi.
postato da: Tuaregh alle ore 22:37 | Permalink | commenti (6)
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martedì, 18 marzo 2008
16-08-05_2129

Immagine Personale

Respiri lontani, nell'atmosfera ovattata della notte, la luce della sigaretta rischiara ad intermittenza gli angoli familiari del cuore, ma quello che si vede non è che un nugolo di pallidi ricordi, che si accentrano nella quiete della ricerca di se stessi, e non trovano pace fino a quando non sono lì, vivi e presenti ad insidiare la serena incostanza... Ma la brace inesorabilmente brucia e si consuma... Ed il tempo dei ricordi cede il passo al presente ingombrante...

postato da: NuitAmericaine alle ore 16:39 | Permalink | commenti (11)
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mercoledì, 05 dicembre 2007

PAUL
VALERY

L'idea
fissa

E' una conversazione che , per sottolineare il tono spensierato e libero della scena, si svolge sulla riva del mare, durante una giornata di vacanza. Una conversazione che non ha né la rigida consequenzialità di un dialogo socratico, nè la seriosa e solenne andatura di un colloquio tra sapienti : i due interlocutori sono interessati ad inseguire, per catturarlo, il movimento stesso del loro pensiero, il bagliore inafferrabile dei loro processi cerebrali. E così balzano da un argomento all'altro, perdendosi a volte in un rivolo cieco, altre arrivano a sfiorare le mete delle loro peregrinazioni intellettuali......

Paul Valery - Autoritratto

Paul Valery - Autoritratto

Novembre 1987,

Con la mira dell'arciere dall' occhio e mezzo             
lancio  questa  freccia,  affinchè  possa
dardeggiare - intermittente - nel tuo sguardo.
Seguine la traiettoria allo stesso modo del
filosofo che mi piace chiamar ballerino :
con " un certo sorriso " e in " un certo passo
della danza " .

arciere

postato da: senzaluna alle ore 19:51 | Permalink | commenti (3)
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martedì, 04 settembre 2007

Avevo perso le mie ali. Non avrei più potuto volare.

Le avevo perse perchè si erano staccate da me, erano diventate pesanti , troppo pesanti.

Credevo che avrei sempre potuto volare, si erano a volte sporcate, ma un battito veloce e lo sporco se ne andava. E tornavo a volare, libera, volteggiando sulla mia vita e sui miei sogni. E quando ero troppo stanca, di nuovo volavo e la stanchezza svaniva , il mondo era nuovamente mio.

Poi un giorno spiccai un volo troppo alto, troppo veloce, un volo che non riuscivo più a controllare.  Ne fui felice, all'inizio, poi cominciai a seguire rotte che non conoscevo e che, soprattutto non mi appartenevano. Le mie ali cominciarono a sporcarsi, ma io non capivo e non lo vedevo.  Ero diventata sorda, cieca, e credevo di seguire una musica dolcissima suonata soltanto per me.  Non mi accorgevo che sulle mie ali erano stati versati fiumi di fango e di ogni altra sporcizia.  Ho creduto di esser sporca dentro, ho creduto di esser stata malvagia, ma continuavo a volare con le mie ali sempre pià pesanti ed imbrattate.  Ho permesso che fossero ancora imbrattate, poi ancora e poi ancora  ancora,  ho permesso che fossero spezzate, ho permesso che mi conducessero in un labirinto di tresche e di melma.  Volavo sempre meno, era sempre più faticoso, ma credevo che il mio sole, la mia luce fossero solo lì.  Mi sentivo ogni giorno sempre più colpevole, mi addossavo ogni responsabilità, non capendo e non percependo che le mie ali erano troppo sporche e pesanti per farmi ancora volare.  Ed un giorno ho perso le mie ali.  Le ho raccolte, guardandole con dolore, credendo che mai più avrei potuto volare.  Avevo superato tante prove dure nella mia vita, le avevo affrontate, combattute, e in qualche modo vinte, ma questa volta credevo fosse tutto inutile.  Ero uscita da quel vortice, ma ancora il fango pioveva sul mio volto, e più cercavo fresca pioggia, più scivolavo nella melma che avevo attorno.  Ed ogni volta che riuscivo a sollevarmi un po' ,ogni volta, ancora pioveva fango.  Ricordi offesi, memorie sfrattate.  Ma il tempo passava e non mi decidevo a gettare quelle ali che somigliavano ad un piccolo cumulo di immondizia, non riuscivo , non potevo.  Credevo che un giorno avrei potuto tornare a volare verso quel sole, verso quel cielo.  Ogni parola che ancora mi feriva , mi lacerava mi faceva volgere verso le mie ali. All'improvviso ,come per magia, ho cominciato a respire aria diversa, più pulita, più vera. Volevo gettare le ali, volevo bruciarle insieme a tutta la sporcizia raccolta.  Mi ero accorta che non io ero malvagia, che non mie, o meglio non solo mie erano "le colpe", e che i miei occhi avevo pianto troppo, e le mie lacrime erano state inutili.  Credevo di non potermi staccare da quell'idea, di non poter sopportare l'assenza.  Poi un giorno ho raccolto le mie vecchie ali, ormai appicicaticce, e con pazienza , poco per volta ho cominciato ripulirle, pian piano si intravedeva il loro antico colore. Delicatamente, con molta pazienza, con molta costanza ho ripulito quasi completamente le mie ali, e so che tornerò a volare, perchè ho ricominciato a sorridere, ogni giorno di più.

E so che il mio sole , che il mio cielo è solo dentro di me.

Solo ancora mi chiedo il perchè di tanta ferocia, di tanta violenza, di tanta cattiveria e stupidità.

Ma tornerò a volare, io tornerò a volare con le mie bellissime ali.

postato da: senzaluna alle ore 23:06 | Permalink | commenti (11)
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mercoledì, 25 luglio 2007

Gira il vento nel fermo dell'ombra
 
Quando il vento fa il suo giro
L'ombra è ferma nel suo pensiero
Con lo scompiglio nel mio respiro
Ed il sole che sorge ad alzo zero
 
Scioglie l'ombra da quell'oscuro
E con quella sua luce io coloro
La figura nel sogno mio sincero
Incanto ch'a volte è stato amaro
 
Dolce istante che vale un tesoro
D'un colpo d'ala nel cielo chiaro
Fantasmagorico in un animo puro
Decolla in un frivolo volo leggero
 
Togliendo il calco scavato sul nero
Disincrostando quel ghigno duro
In quel bel viso s'accende maturo
Un sorriso lucente ch'io adoro
 
Edo e le storie appese
postato da: EdoEleStorieAppese alle ore 16:41 | Permalink | commenti (4)
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