martedì, 19 febbraio 2008

pont des arts

Foto presa da internet

Parigi: ogni volta che salgo sull'aereo ho quella sensazione lieve di tornare a casa. Scendo all'aeroporto e percorro i corridoi quasi ad occhi chiusi.
Il taxi, la solita strada. Indifferente attraverso la periferia, potrei essere ovunque, nella periferia di una qualsiasi metropoili, poi quasi all'improvviso le strade note. I miei occhi guardano sempre con un punta di stupore, nonostante abbia fatto quel percorso decine e decine di volte. Ma Parigi è magica, ed ecco stagliarsi alla luce del tramonto la sagoma di Notre Dame, da dietro, la parte che forse preferisco. Il Quai, il Pont des Arts, Rue de Saint Peres, Rue Jacob, et voilà.... arrivata.
Non ho la frenesia del turista, di disfare velocemente i bagagli ed uscire in fretta. No, Parigi so che mi aspetta, a Parigi ho imparato ad essere "flaneur", ad assaporare lentamente tutte le sue magie. Il sorriso mi nasce spontaneo, sono a casa. Esco per vivere lentamente la mia Parigi, passo davanti all'edicola e do un occhiata veloce alla copertina di Pariscop, uno sguardo per capire cosa è cambiato e se qualcosa è cambiato. Parigi cambia in continuazione, ma alcune cose, alcuni luoghi restano sempre uguali, e mi rassicurano.... La Hune è ovviamente aperta, libreria dove si trovano testi incredibili, rassicurante, accattivante, e quel lembo di cielo azzurro tra le nuvole sembra sorridermi per darmi il ben tornato. Risalgo Rue Jacob, passeggio per Rue Bonaparte scorrendo velocemente con lo sguardo i negozietti così eterogenei, ed ecco davanti ai miei occhi.. il Pont des Arts che si affaccia sul Louvre, nessuna visione mi pare più completa di questa! Solo pochi passi e Parigi è sempre più grandiosa. Un brezza leggera e gelida portata dalla Seine mi accarezza il volto mentre traballo sulle tavole di legno di quel che è definito il Ponte degli Innamorati. Non conosco l'origine di quella definizione ma ... di fronte il Louvre, a destra la Seine che si dirama sull'Ile de La Cité, ed attraverso Place Dauphine con lo sguardo si scorge la guglia di Notre Dame, a sinistra troneggia la Cupola del Grand Palais...e la Tour Eiffel... mi giro su me stessa...la cupola illuminata dell'Accademie National Francaise....è buio ed è tutto incredibilmente e sapientemente illuminato, la vista è davvero splendida. Che dire, anche se non si è innamorati, sul Pont des Arts non ci si può non innamorare di Parigi. (Un piccolo cenno storico, si chiama Pont des Arts poichè sorge davanti al Louvre, detto anche Palais des Arts).
A Parigi c'è una luce speciale, una luce diversa rispetto a quelle di tutto il resto del mondo, ed ogni giorno ti trovi di fronte a paesaggi diversi a seconda dell'atmosfera che ti regala il tempo..la nebbia, la foschia, il sole accecante, il crepuscolo..tutto esplode di nuovi colori e si riescono a vedere gli angoli nascosti di questa Magica città., Le strade sono quasi tutte di granito, i gradini, i ciottoli lungo la strada; ma niente è nuovo a Parigi, tutto è conservato meravigliosamente, con amore e con cura, ma è indiscutibilmente vecchio e quindi carico di significati storici e sociologici, chissà quanti piedi hanno calpestato quei vicoli e quante mani hanno accarezzato con delicatezza quei muretti lungo la Senna..
Quando si va a Parigi non necessariamente si guardano i dettagli, gli angoli , i marciapiedi, l'acquetta che esce dai marciapiedi... la pietra di calcare con cui sono costruite le case, molte case, o i muri di pietra intonacata... I palazzi parigini in reatà sono delle sculture e questo crea un'atmosfera uniforme, le Chiese, le torri ,le Cattedrali : è il cuore di Parigi, un posto unico.

Continua .....

 

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giovedì, 07 febbraio 2008
cigarette

Foto Renè Gruau

Parigi: è già stato scritto un mare di libri, recensioni ,articoli, su ogni suo aspetto, turistico, storico, artistico. Davvero non posso cimentarmi con grandi scrittori, che vanno da Corrado Augias, giornalista e scrittore contemporaneo, con " I segreti di Parigi" - tra gli altri - che è stato definito come il libro di un viaggiatore, dove abbandona i luoghi più battuti, abusati. andando in cerca dei luoghi della memoria sull'orma di Chatwin; a Walter Benjamin, critico saggista e filosofo tedesco, con " I <passages> di Parigi", testo scritto in tredici anni ed incompiuto ( morto suicida nel 1940 ) : due libri ove si propone di risalire alle origini dell'epoca moderna partendo dalla specifica realtà di Parigi come ideale centro del mondo, raccogliendo una miriade di dettagli eterogenei ed apparentemente marginali: i passages, la merce, il flaneur, il gioco, la moda, l'art nauveau, la modernità urbanistica di Haussmann, la rilettura e il ripercorrere i luoghi di Nietzche, Poe, Baudelaire.
Ma ciò che Parigi dona è una tale continuità all'interno di un costante rinnovamento che appare quasi quasi incredibile come rileggendo, ad esempio, il testo di Benjamin nulla sotto un certo profilo sia cambiato.
Non ho la pretesa di far da guida ad una città in cui nessuno, credo, può esser guida, ma cerco solamente di trasmettere quelle sensazioni e quelle emozioni che ogni volta mi dona.
Giungendo a Parigi la prima cosa che colpisce è la grandiosità ( grandeur ), che è del tutto diversa da quella di New York. Sono a mio avviso assolutamente imparagonabili : a New York tutto è GRANDE , a Parigi tutto è GRANDIOSO. Ma se si vuol da subito penetrare nel cuore della città , ecco che ti accorgi che Parigi , i quartieri di Parigi sono tanti piccoli villaggi, che hanno ancor oggi conservato quell'aria di autenticità, che percorrendoli rammentano quei vecchi films in bianco e nero dove gli uomini camminavano, lavoravano con il basco in testa e le donne indossavano graziosi grembiulini. Ovviamente oggi non ci sono più, ma è quell'aria serena e un po' scanzonata che è rimasta nel cuore di Parigi. Ed ecco allora che la signora appena uscita dalll'ufficio si mette in fila per andare a visitare la mostra dell' Arcimboldo con una baguette sottobraccio, e smangiucchia leggendo un libro, senza dar segni di impazienza per la lunga fila che sta facendo e chiede con un sorriso se sei l'ultimo.....
Penetrare nell'anima di Parigi non è facile ma neppure difficile, perchè da subito Parigi si offre , sta a te coglierne gli stimoli, i messaggi e quella possibilità che ti viene offerta non platealmente, ma con estrema discrezione. Io l'ho afferrata questa possibilità, non subito invero, ma appena me ne sono accorta ecco che tutto lo splendore mi si è aperto davanti agli occhi, come per magia, perchè Parigi è magica

Continua.....

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lunedì, 04 febbraio 2008

1359«Le club de jazz mythique de Saint-Germain-des-Prés»

Créé en 1947 par une bande d'amis, sous l'égide de Boris Vian, le mythique club du 13 rue Saint-Benoît a accueilli les plus grands noms du jazz français et international. Charlie Parker, Sidney Bechet, Miles Davis, Duke Ellington, Stéphane Grappelli, Martial Solal... Des noms qui font rêver dans un lieu culte qui a vu s'écrire une page de l'histoire du jazz. Aujourd' hui un des derniers lieux de Saint-Germain où il est possible d'écouter cette musique enivrante, pénétrer au Bilboquet permet de revivre pour un temps une époque légendaire.

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March 26, 2004: At Le Bilboquet
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Un club qui à l’origine devait être un repaire de copains amateurs de jazz avec à leur tête Boris Vian, un club donc, qui a reçu les plus grands noms du jazz, Américains surtout, souvent contraints de venir exprimer leur talent en Europe. Miles Davis, Kenny Clarke, Duke Ellington, Art Blakey et les Jazz Messengers, Rhoda Scott, pour ne citer que les plus illustres, y rencontrent Claude Bolling, Claude Luter, Martial Solal, Sacha Distel, Stéphane Grappelli, Henri Salvador et tant d’autres immenses talents de l’hexagone.

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Rhoda Scott

[Jazz, Soul & Funk]

Lieu : Le Bilboquet - Paris
du 07/12/2005 au 27/05/2006

Fille aînée d'un pasteur itinérant, Rhoda Scott a grandi dans l'ambiance des petites églises noires de la côte est des Etats-Unis. C'est là, en accompagnant les gospels et negro-spirituals dès l'âge de huit ans, qu'elle a trouvé son incroyable[...

Quando sono arrivata a Paris, il 30 dicembre, ho subito notato che Le Bilboquet era chiuso..... i tavolini all'aperto ( anche in inverno ) vestiti con candide tovagliette, un piccolo caspot ....non c'erano. Tutto era chiuso, molti cartelli pubblicitari sulle porte e sulle vetrate. Impossibile non vederlo, dato che è proprio a pochi metri dall'hotel presso il quale soggiorno abitualmente.
 Un pezzo di storia di Paris che se ne va?
Ho chiesto informazioni, e mi è stato detto che il locale è stato acquistato dalla famiglia Costes, famiglia che oltre ad aver creato il noto Costes' Hotel, ha acquiatato anche il ristorante GEORGES V al Bouburg, ll Cafè Roc, ed atri punti importanti della città. Mi hanno detto che sarebbe stata ricreata la Cave de Jazz...... io lo spero davvero, perchè le Cave erano moltissime nel quartire di Saint Germain ( il sesto ), ma man mano negli anni le ho viste chiudere.....

Le Bilboquet resisteva grazie alla fama, a tutti i jazzisti di spessore che vi hanno suonato.... tipico parisienne , l'ambiente fumoso, il bicchiere di wisky o di champagne, la musica che si udiva anche da lontano, ottima musica......

Mille ricordi a Le Bilboquet.

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sabato, 02 febbraio 2008

Edith

La vie en rose

Des yeux qui font baisser les miens
Un rire qui se perd sur sa bouche
Voilà le portrait sans retouche
De l'homme auquel j'appartiens

{Refrain:}
Quand il me prend dans ses bras,
Il me parle tout bas
Je vois la vie en rose,
Il me dit des mots d'amour
Des mots de tous les jours,
Et ça m'fait quelque chose
Il est entré dans mon cœur,
Une part de bonheur
Dont je connais la cause,
C'est lui pour moi,
Moi pour lui dans la vie
Il me l'a dit, l'a juré
Pour la vie
Et dès que je l'aperçois
Alors je sens en moi
Mon cœur qui bat

Des nuits d'amour à plus finir
Un grand bonheur qui prend sa place
Des ennuis, des chagrins s'effacent
Heureux, heureux à en mourir

{au Refrain}



{Nota: variante pour le dernier couplet:}

Des nuits d'amour à en mourir
Un grand bonheur qui prend sa place
Les ennuis, les chagrins s'effacent
Heureux, heureux pour mon plaisir

Edith Piaf

Edith Piaf

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sabato, 26 gennaio 2008

Rendez-vous à le Cafè de Flore

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Vi aspetto.... palrlemo di cultura, di amore, di anima, di vita, e sorrideremo a quel gentile cameriere che ci chiederà con garbo ed educazione se desideriamo qualcosa e al nostro no ci donerà un sorriso......

Paola

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giovedì, 05 luglio 2007

locandina

 

 

EVA CONTRO EVA

(All About Eve)

Un film di  Joseph L. Mankiewicz. Con Bette Davis (interpreta Margo Channing), Anne Baxter (interpreta Eva Harrington), George Sanders (interpreta Addison DeWitt), Celeste Holm  (interpreta Karen Richards), Gary Merril   (interpreta Bill Sampson), Hugh Marlowe    (interpreta Lloyd Richards),  Gregory Ratoffi  (interpreta Max Fabian ), Barbara Bates  (interpreta Phoebe), Marilyn Monroe  ( interpreta La signora Caswell),  Thelma Ritter (interpreta Birdie Coonan). Genere Commedia, b/n 138 minuti. -  Produzione  USA 1950.

evacontroeva[1]

Una famosa attrice di Broadway che ha già passato i primi "anta" prende sotto la sua protezione una giovane, ambiziosa e astuta arrampicatrice, che a poco a poco la scalza dal trono. Film sul teatro, dunque sulla potenza della parola, che diventa una commedia cinematografica esemplare per il sapiente equilibrio tra sceneggiatura e regia, la direzione degli attori (tra cui M. Monroe, lanciata nello stesso anno da Giungla d'asfalto), la brillantezza tagliente dei dialoghi. Ebbe 14 nomination agli Oscar e ne vinse 6: film, regia, sceneggiatura, George Sanders (attore non protagonista), suono, costumi.
Ispirato ad un romanzo di
Mary Orr, The Wisdom of Eve, non citato nei titoli, è all'origine della sceneggiatura di Mankiewicz, e divenne nel 1949 un radiodramma da cui la stessa M. Orr e suo marito Reginald Denham cavarono nel '64 un testo teatrale. Dalla sceneggiatura fu tratta prima una versione radiofonica e 30 anni dopo il musical Applause con Lauren Bacall.
Il regista
Joseph L. Mankiewicz delinea un ritratto elegante quanto caustico del mondo del teatro, inteso come "covo di serpi". La regia è di una classe sopraffina, i dialoghi sono brillanti e taglienti, la fotografia così fine e controllata che rende perfettamente l'idea dell'atmosfera teatrale, e le interpretazioni tutte di grande livello.

Eva contro Eva 1

TRAMA

La giovane e attraente Eve Harrington si presenta alla famosa diva di Broadway Margo Channing e con finto candore le esprime il desiderio di intraprendere la carriera teatrale sotto la sua guida. Convinta della buona fede della ragazza, Margo l'assume come segretaria. La ragazza si dimostra però fin troppo premurosa e talvolta intrigante, tanto da suscitare la gelosia di Margo nei confronti del proprio uomo, che aveva sorpreso a parlare confidenzialmente con Eve. Successivamente, fingendosi vittima degli isterismi di Margo, Eve ottiene, grazie all'appoggio della moglie del commediografo della diva, di sostituire quest'ultima nel suo ruolo più applaudito. Diviene così, favorita dalle recensioni del critico Addison DeWitt divenuto suo amante, una stella del palcoscenico, offuscando l'astro declinante della rivale. Ma mentre una Margo più serena si dedica con amore al suo compagno con cui decide di convolare a nozze, Eve non sa che sta per essere scalzata dal trono da qualcun'altra.

MEDITATE GENTE,MEDITATE

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mercoledì, 04 luglio 2007

Valentino 2La VITA è una passerella sulla quale cammini, volteggi, è come un teatro dove da spettatore diventi attore e viceversa, come una commedia pirandelliana. E' il gioco delle parti, prima protagonista attore, poi spettatore. Ed oggi sono qui, seduta , spettatrice di quella commedia che prima recitavo.. Sorrido.
Tutti gli occhi non sono più volti a me e le dita non mi indicano più. Sorrido.
Mi son fatta spettatrice e osservo l'andirivieni dei personaggi, come nel giardino dei ciliegi, uno entra, uno esce, e nessuno è mai insieme all'altro.Sorrido.
E vedo le mani frugare, gli occhi cercare, le parole scorrere.Sorrido.
E vedo antiche gelosie affiorare, per il futuro temere. Sorrido.
E quel controllare ogni cosa , che mi era attribuito, ora lo vedo da altri recitare. Sorrido.
E come nel gioco del rovescio, il rovescio diventa diritto ed il diritto rovescio. Sorrido.
Sorrido ed osservo questa vecchia recita, che ha il sapore arcaico dei vecchi scritti di autore " rosa ", che le giovani pulzelle leggevano riempiendosi il cuore di quel inesatto romanticismo. Sorrido.

Sono scesa dalla mia passerella, indossando un abito voluttuoso e lussuoso, fatto di sete e ricami, profumata discreamente da una essenza rara e avvolgente, camminando eretta lontano da un sogno.

E   SORRIDO  

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giovedì, 28 giugno 2007

ECCOMI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Beh, ho deciso di mostrarmi nella versione più sobria, quella di tutti i giorni, quando vado a far la spesa o dal commercialista.................

Jessica

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martedì, 26 giugno 2007

Eccola............ finalmente l'ho trovata................

Un vero incubo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

eccola!

..... è proprio lei.............

incedere elegante... grazia squisita... look impeccabile... sorriso suadente....

foto da www.tiscali.it

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lunedì, 11 giugno 2007

TIC TOC TIC TOC TIC TOC

lancette di un orologio?  no no no no no

allora ? 

tic toc tic toc tic toc

un picchio impazzito?  no no no no no

sergio rossi vernice rossa

ecco il rumore delle mie splendide scarpe quando cammino.....

tic toc tic toc tic toc

Quando mi sento un po' giù di corda, quando mi sembra che ogni cosa non giri per il verso giusto, indosso le mie scarpette rosse e cammino per la città.
Stupido? forse, ma mi sento meglio, sfogo nella vanità un momento cupo, cerco sciocche sensazioni che mi donino qualcosa di effimero, evanescente, inutile, inutile come le mie scarpette rosse. Sempre meglio che immusonirsi, flagellandosi di domande senza risposta, aggrovigliandosi in pensieri senza uscita.   Indosso le mie scarpette ( sono piccole, porto il 36 ) e girovago qui e là, cercando di lasciare i pensieri, di allontanare i problemi. Ed ascolto solo il ticchettio

tic toc tic toc tic toc

...........sciocche vanità femminili

 

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