
Presupposto che il dandysmo è un movimento culturale inglese sorto verso la fine del 1700, e presupposto che sintetizzi l’eleganza e l’originalità in primo luogo legata al linguaggio e all’abbigliamento, il dandy soprattutto amava stupire con atteggiamenti e gesti provocatori, che attuava nel suo comportamento e nel suo abbigliamento.
Ma è necessario uscire dal pre-concetto di affettazione, dai luoghi comuni associati a questa parola, anche perché figure di grosso spessore, quali Baudelaire, Oscar Wilde, D’Annunzio furono Dandy, e tutti conosciamo, ma anche , se pur in versione ascetica, Beckett( scrittore, drammaturgo e regista, massimo esponente del “teatro dell’assurdo” ), Wittgenstein ( filosofo e matematico austriaco, autore di contributi di capitale importanza nella fondazione della logica e della filosofia del linguaggio ) ed anche Kraus (autore satirico, saggista, aforista, commediografo e poeta, considerato uno dei principali autori satirici di lingua tedesca del ventesimo secolo ed è noto specialmente per le sue critiche taglienti alla cultura ).
Dandysmo quindi è un comportamento, un pensiero per nulla frivolo se ha annoverato tra i suoi cultori scrittori e filosofi, ma anche architetti, tra i quali Carlo Mollino (1905 – 1973 )
Negli anni quaranta Mollino iniziò l'attività di progettista di interni e di designer.Gli arredi, spesso prodotti in pezzi unici o in serie limitate, fondono l'utilizzo di tecniche costruttive artigiane con la sperimentazione di nuovi materiali e nuove tecnologie, come il compensato curvato a strati sovrapposti. L'estetica che ne deriva non è direttamente riconducibile ad alcuna corrente artistica come, del resto, è sicuramente errato inserire l'opera molliniana in un contesto esclusivamente futurista. .Profondamente affascinato dalla natura, Mollino ne ripropose le forme all'interno della propria produzione artistica, rielaborandole con estrema abilità e miscelandole con elementi propri del Modernismo, dell'Art Noveau, del Surrealismo, del Barocco e del Rococò.
Mollino esprime il suo dandismo proprio nell’architettura e nel design, restituendo un corpo all’architettura, quando l’anima della stessa si stava disperdendo. Il suo dandismo si manifesta dapprima nello scrivere e nel disegnare, poi nella fotografia erotica, e proprio dal suo erotismo fotografico nascono le creazioni di design che evidenziano” forme desiderabili ed allusive”.
L’erotismo e l’amore per la femminilità si riflette anche nelle sue opere architettoniche : morbide, flessuose, curve. Siamo in piena epoca del razionalismo, dove la dominante è quella di linee rette e geometriche, ma Mollino, ispirandosi tra glia altri ad Alvar Aalto e Mendelson, progetta uno stile architettonico vivo, elastico, morbido.
Architettura ispirata quindi alla contemplazione del corpo femminile, quindi fantasiosa, umarale: è l’interpretazione degli edifici come se avessero un’anima. come se si muovessero. Osservando con occhi diversi se ne percepisce emozione, atmosfera, quasi profumo.
Disegna e produce tavoli, sedie, divani che si “muovono”, che non sono oggetti statici appoggiati, ma vivono ed abitano lo spazio, proprio come se questi oggetti avessero l’anima di una donna..
La manifestazione delle sue passioni per la fotografia, per lo sci, per la montagna originano nuove forme nelle sue realizzazioni, creando tecniche avanzate anche nell’uso dei materiali tradizionali.
Ed ecco il Dandy proprio nell’espressione di edifici pubblici, come la Camera di Commercio e il Nuovo Teatro Regio di Torino dove la passione per per la figura femminile, per il nudo si colloca soprattutto negli arredi.
Mobili come corpi. Ne discende una estetica che ha le sue radici nel modernismo dell’ Art Noveau, e vengono ripensati anche dalla fantasia del Gaudì, passando e rivisitando il barocco ed il rococò, che sono gli stili più sensuali e femminili di tutta l’architettura

Immmagini tratte da internet
dedicato ad un caro amico architetto....... un po' dandy