martedì, 17 giugno 2008

i miei proggetti un tempo congelati
si sciolgono impetuosamente
ora scopro finalmente
il primo   ne verrano altri ma a poco a poco...

Roma 2008 
Massimo De Carolis
Inaugurazione 19 Giugno / 18,30  
Esposizione 20 Giugno/ 18,30
 
SPAZIO ESPOSITIVO BEVILACQUA       
Via Antonino Di Giorgio 11 – Roma (zona Ponte Milvio)
Info Tel 3480548057 – massimo.decarolis@gmail.com – http//www.decarolismassimo.it
siete tutti i benvenuti
alexandermax
postato da: alexanderXmax alle ore 22:18 | Permalink | commenti (19)
categoria:roma, arte, luoghi, emozioni, pittura, vanità

scrivo anche su :

 

domenica, 15 giugno 2008

201784715_8812cdb6a5

Domani ore 21 al Colosseo - Roma

robbollexp5

Spettacolo meraviglioso per l'étoile e per la location

 

postato da: senzaluna alle ore 20:49 | Permalink | commenti (5)
categoria:musica, vita, roma, arte, emozioni, danza

scrivo anche su :

 

sabato, 14 giugno 2008

mainhomme

Renè Gruau

Shhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh

postato da: senzaluna alle ore 15:10 | Permalink | commenti (5)
categoria:immagini, riflessioni, vita, arte, emozioni, dedica

scrivo anche su :

 

venerdì, 13 giugno 2008

 

542156218_fa2a5dbb80

foto utopic

ba6076d8ed47c64114eb62e05cae4243

foto tratta da internet

Dedicato ad un'anima sensibile, non servono parole

Paola

postato da: senzaluna alle ore 17:37 | Permalink | commenti (1)
categoria:vita, architettura, roma, arte, luoghi, emozioni, anima, dedica

scrivo anche su :

 

martedì, 03 giugno 2008

charley_harper_book

Quando ho incrociato questo artista,Charley Harper, grafico, illustratore americano , ho subito amato il suo tratto grafico realista, minimimalista, centellinato ed organizzato, con una vaga influenza cubista.


charley-harper-book-01

Per associazione non ho potuto fare a meno di assimilare la grafica  di questo artista  al tratto pittorico  di AlexanderMax.
A te Max dedico questo post, nell'augurarti il successo che meriti
.

http://letterericevute.splinder.com/post/17291060/la+primina

immagini tratte da internet

postato da: senzaluna alle ore 16:38 | Permalink | commenti (7)
categoria:arte, amicizia, emozioni, dedica

scrivo anche su :

 

lunedì, 26 maggio 2008
 

0714845329_01_LZZZZZZZ

Presupposto che il dandysmo è un movimento culturale inglese sorto verso la fine del 1700, e presupposto che sintetizzi l’eleganza e l’originalità in primo luogo legata al linguaggio e all’abbigliamento, il dandy soprattutto amava stupire con atteggiamenti e gesti provocatori, che attuava nel suo comportamento e nel suo abbigliamento.

Ma è necessario uscire dal pre-concetto di affettazione, dai luoghi comuni associati a questa parola, anche perché figure di grosso spessore, quali Baudelaire, Oscar Wilde, D’Annunzio furono Dandy, e tutti conosciamo, ma anche , se pur in versione ascetica, Beckett( scrittore, drammaturgo e regista, massimo esponente del “teatro dell’assurdo” ),  Wittgenstein ( filosofo e matematico austriaco, autore di contributi di capitale importanza nella fondazione della logica e della filosofia  del linguaggio )  ed anche Kraus (autore satirico, saggista, aforista, commediografo e poeta, considerato uno dei principali autori satirici di lingua tedesca del ventesimo secolo ed è noto specialmente per le sue critiche taglienti alla cultura ).

Dandysmo quindi è un comportamento, un pensiero per nulla frivolo se ha annoverato tra i suoi cultori scrittori e filosofi, ma anche architetti, tra i quali Carlo Mollino (1905 – 1973 )
Negli anni quaranta
 Mollino iniziò l'attività di progettista di interni e di designer.Gli arredi, spesso prodotti in pezzi unici o in serie limitate, fondono l'utilizzo di tecniche costruttive artigiane con la sperimentazione di nuovi materiali e nuove tecnologie, come il compensato curvato a strati sovrapposti. L'estetica che ne deriva non è direttamente riconducibile ad alcuna corrente artistica come, del resto, è sicuramente errato inserire l'opera molliniana in un contesto esclusivamente futurista. .Profondamente affascinato dalla natura, Mollino ne ripropose le forme all'interno della propria produzione artistica, rielaborandole con estrema abilità e miscelandole con elementi propri del Modernismo, dell'Art Noveau, del Surrealismo, del Barocco e del Rococò.
Mollino esprime il suo dandismo proprio nell’architettura e nel design, restituendo un corpo all’architettura, quando l’anima della stessa si stava disperdendo. Il suo dandismo si manifesta dapprima nello scrivere e nel disegnare, poi nella fotografia erotica, e proprio dal suo erotismo fotografico nascono le creazioni di design che evidenziano” forme desiderabili ed allusive”.

L’erotismo e l’amore per la femminilità si riflette anche nelle sue opere architettoniche : morbide, flessuose, curve. Siamo in piena epoca del razionalismo, dove la dominante è quella di linee rette e geometriche, ma Mollino, ispirandosi tra glia altri ad Alvar Aalto e Mendelson, progetta uno stile architettonico vivo, elastico, morbido.

Architettura ispirata quindi alla contemplazione del corpo femminile, quindi fantasiosa, umarale: è l’interpretazione degli edifici come se avessero un’anima. come se si muovessero.  Osservando con occhi diversi se ne percepisce emozione, atmosfera, quasi profumo.

Disegna e produce tavoli, sedie, divani che si “muovono”, che non sono oggetti statici appoggiati, ma vivono ed abitano lo spazio, proprio come se questi oggetti avessero l’anima di una donna..

La manifestazione delle sue passioni per la fotografia, per lo sci, per la montagna originano nuove forme nelle sue realizzazioni, creando tecniche avanzate anche nell’uso dei materiali tradizionali.

Ed ecco il Dandy proprio nell’espressione di edifici pubblici, come la Camera di Commercio e il Nuovo Teatro Regio di Torino dove la passione per per la figura femminile, per il nudo si colloca soprattutto negli arredi.

Mobili come corpi. Ne discende una estetica che ha le sue radici nel modernismo dell’ Art Noveau, e vengono ripensati anche dalla fantasia del Gaudì, passando e rivisitando il barocco ed il rococò, che sono gli stili più sensuali e femminili di tutta l’architettura

1-architetto

Immmagini tratte da internet

dedicato ad un caro amico architetto....... un po' dandy

postato da: senzaluna alle ore 21:16 | Permalink | commenti (9)
categoria:architettura, arte, design, dedica, dandy

scrivo anche su :

 

lunedì, 05 maggio 2008

pargi immagini personali

Quand il me prend dans ses bras,
Il me parle tout bas
Je vois la vie en rose…”

 

 Sembra quasi un luogo comune associare Parigi a “La vie en rose”, ma la musica è un elemento così importante, così unico, che non si può scindere Parigi dalla musica.  I suoni ovattati delle melodie giungono ovunque ci si rechi, ovunque si vada. Ecco, ti trovi a Chatelette, scendi le scale della metropolitana e “la vie en Rose” ti avvolge in tutto il suo fascino.

Edith Piaf, Giuliette Greco, non ha importanza di chi sia la voce, perché la musica entra nelle vene e scorre nell’anima.

Alzo gli occhi, i murales sorridono dall’alto, un manifesto strappato sembra osservarmi, mi ricorda la storia della città, le sue strade, i suoi giardini, le cicatrici delle sue battaglie. Su quel muro, quel manifesto strappato apre una finestra sulla libertà.

Ritorno sui miei passi, come sempre mi accade, quasi calamitata da sensazioni ed emozioni che magicamente mi attraggono, e torno, come sempre, a Saint German des Prés, è quasi sera, il sole si staglia sulla Senna, quasi come un invito, una passatoia che conduce ai luoghi dei sogni.

Il tempo si ferma e lascia il posto all’avventura. Non so più cosa sono e cosa sarò. Parigi si mette a cantare l’amore, l’eleganza agli angoli di tutte le strade. Arrivo in rue Saint Benoit, e i camerieri, pantaloni neri e camicia bianca, stanno allestendo i tavolini per la sera, fuori, anche se fa freddo, mentre dalle porte aperte del Bilboquette giungono le note della tromba di Duke Ellington.

Parigi, New Orleans?  Già quasi non credo che in quest’angolo della vecchia Europa ci si possa immergere nel jazz come se mi trovassi oltreoceano. Eppure lo conosco bene, ma ogni volta è come se fosse la prima, l’emozione cresce, mentre Parigi mi avvolge nella sua musica. Ancora qualche passo ed un’altra cave de Jazz mi inonda con le note Charly Parker………

Musica delicata, passeggia insieme a me, tenendomi per mano e mi lascio condurre, come fossi una bambina, nei luoghi e nelle passioni di Parigi.

Parigi è passione, il tempo passa, ma là si vola mentre la città si illumina e brilla notte e giorno. E io volo.  “ Tutto finisce e parla il desiderio “.

Jaque Breil mi sorprende mentre passeggio in Foubourg Sant Honorè. So bene che girando l’angolo c’è il Buddha Bar, ma non capisco come possa provenire di lì la musica di Breil…. Semplice, nulla è statico a Parigi, ogni cosa è in continuo movimento, ed anche il mitico Buddha Bar il pomeriggio si trasforma in un cafè .Parigi

Parisienne, parigina, è strano come possa sentirmi parisienne. Le parigine sono appassionate, lo sa tutto il mondo, è come se Parigi fosse una donna, elegante, altera, vestita di nero con le labbra rosse, che avanza trionfale e seduttrice, con la grazia della libertà. Cammino con gli occhi volti verso il cielo, accompagnata ancora da quella musica trascinata dal vento, e all’improvviso rincontro quell’immagine con la sua poesia che sembra chiamarmi ogni giorno.

E'questa nuova immagine di Parigi, immagine di donna, che io porto in me e lei mi porta in sé: la incontro sui muri, è lo specchio dei miei pensieri, della mia musica. Catturata dai miei occhi è bella, troppo bella, assorta nelle mille sensazioni mi accorgo che la passione mi ha conquistata: è tardi, è troppo tardi per essere saggi.

Non percepisco il traffico, non odo i rumori sgradevoli della metropoli, perché mai? Non vedo la folla in fila davanti al Louvre: i cafè, le mostre, le cave, gli angoli, gli stralci di sole e nuvole mi aspettano. Mi sembra di potere restare là: in qualsiasi posto al mondo noi aspettiamo, cerchiamo la nostra passione, ed io l’ho trovata.

E la musica ancora mi avvolge quando, un po’ stanca, mi siedo al Flore con un bicchiere tra le mani e penso: Parigi è arte, è arte della vita, arte dell’amore, arte della passione, arte della musica, arte.

 

              Le plus fort                      PARISIENNE      

              N’est pas celui

              Qu’on panse

              C’est celui qui panse.

               

              continua....

                                                    immagine presa da internet

postato da: senzaluna alle ore 20:45 | Permalink | commenti (40)
categoria:amore, riflessioni, ricordi, vita, arte, parigi, emozioni, parisienne

scrivo anche su :

 

venerdì, 14 marzo 2008

10032008190

Disegno di NuitAmericaine

Continua la collaborazione/commistione tra la donna senza luna e la notte americana!!! Progetti comuni e amore per le stesse cose ci hanno portato a condividere questo cammino..
Parigi, coi suoi chiaroscuri che passano dalla vita di qualsiasi cittadino alla grandeur dei palazzi, accomuna anche per l'amore per l'arte in tutte le sue forme!! Come diceva Baudelaire la Noia è il male peggiore..e a Parigi anche lui aveva trovato possibilità di saziare il suo spirito. Io invece ho incontrato i luoghi che hanno fatto da scenario ad un movimento culturale che mi affascina dal profondo.
E adesso in questo luogo virtuale, in questo insieme di bit, posso trascrivere le mie sensazioni che un po' di tempo fa ho condiviso con una donna senza luna ma che fa tanta luce!!!

Grazie mamma!!!

Francesca

postato da: NuitAmericaine alle ore 18:08 | Permalink | commenti (16)
categoria:cinema, arte, blog, parigi, dedica

scrivo anche su :

 

venerdì, 14 marzo 2008
lacameraverde

Immagine presa da Internet

La camera verde (La chambre verte - 1978), è uno dei film più particolari di François Truffaut, quasi un'elogio alla morte. Qui il protagonista, Julienne Davenne, è letteralmente ossessionato e circondato dalla morte. Scrittore di necrologi per "Il Globe", vive nel ricordo della moglie morta anni prima, e per ricordarla costruisce la camera verde, dove custodisce tutte le sue reliquie insieme a quelle di altre persone per lui importanti. Un giorno un incendio distrugge la camera, lui ne è devastato e addirittura costruisce un busto della moglie, che poi distrugge immediatamente, innoridito. A contorno di queste vicende c'è l'amicizia con Cecilia, che scopre amante del suo ex migliore amico, che l'aveva tradito in passato, e con la quale, a seguito della scoperta, chiude ogni rapporto. Lei gli spedisce una lettera d'amore, ma lui la rivede solo poco prima di morire, in una cappella abbandonata che lui aveva fatto ristrutturare per onorare tutti i suoi morti con un cero. Alla fine anche lui ha il suo cero, acceso dalla stessa Cecilia.

La camera verde attraversa la tematica della morte con un richiamo al grottesco, rifiutando non la morte stessa, ma l'oblio che essa comporta. Nella camera verde, Truffaut cerca un limite e l'oltrepassa..per il protagonista l'unica forma di vita possibile è la morte, rivissuta incessantemente ogni giorno. Ai morti deve la vita e dà la vita, convinto che sia l'unico modo possibile per affrontare la perdita.
In un passo del film, nella lettera che gli invia, Cecilia sostiene di non poter veder ricambiato il suo amore da parte di Julienne Davenne, in quanto viva. Solo nella condizione di morta potrà davvero attirare la sua attenzione.
Anche in questo racconto a luci cupe, Truffaut non rinuncia ad inserire la tematica dell'amore, che fa da luce opposta al buio della morte. Il regista decide inoltre di interpretare il protagonista, come in tutti i films che ritiene più importanti per la sua poetica.

postato da: NuitAmericaine alle ore 17:58 | Permalink | commenti (5)
categoria:cinema, arte

scrivo anche su :

 

mercoledì, 12 marzo 2008

effetto0Immagine presa da Internet

Effetto Notte (La Nuit Américaine - 1973) è il film manifesto di François Truffaut, dove l'autoreferenzialità del cinema si manifesta in tutta la sua completezza.
Qui Truffaut fa un esercizio di stile con una leggerezza degna solo dei grandi artisti. Dirige se stesso, nel ruolo di se stesso, utilizzando come attore del film nel film lo stesso attore che ha diretto e che dirigerà per anni nella sua carriera (Jean-Pierre Léaud).
Per apprezzare appieno questo film è necessario vederlo perchè, tramite le immagini, Truffaut ci accompagna nel suo mondo, attraversando la sua poetica di amore e ricerca di senso,  affrontando tutte le problematiche, tecniche e soprattutto umane, del suo lavoro.
Ogni dettaglio è curato, dalle comparse, ai problemi di relazione interpersonale, agli amori fatui che si creano sul set per poi dissolversi a fine lavorazione. E l'ansia di riuscire di un uomo che ha su di sè e sente pesantemente la responsabilità del cinema come arte, quasi come fosse ancora permeato di quei retaggi rinascimentali dell'artista come genio, produttore di opere che hanno un compito anche etico oltre che estetico.
La Nuit Américaine, o Effetto Notte, è una tecnica cinematografica inventata appunto in America, che consiste nel utilizzare particolari filtri per girare scene notturne di giorno.
Il nome del regista nel film, Ferrand, è l'abbreviazione del cognome della madre di Truffaut Montferrand.

La visione di questo film si colloca in un approccio maturo sulla poetica di Truffaut, in quanto con questa pellicola si torna a due dei temi principali tanto cari al regista: il cinema come finzione/realtà e l'amore.
Per Truffaut il cinema, in quanto materia di sogni, è l'abbellimento della vita che è ripetitiva, monotona ed ingiusta. Nei films invece i tempi sono giusti, la vita è armonia, anche se in situazioni spiacevoli, il cerchio si chiude. Ogni frammento di questo film traduce in realtà l'amore e la devozione dell'autore per il cinema, in tutte le sue manifestazioni.
Truffaut è stato spesso accusato, all'interno dei circuiti cinematografici, di essere compiacente, di tornare a quel classicismo rigido pre Nouvelle Vogue (movimento cinematografico sviluppatosi a cavallo degli anni '60), di non essere più la penna graffiante dei cahiers du cinema (rivista-manifesto della Nouvelle Vogue). Ma in questo film, come in tutta la sua filmografia, a mio avviso, si legge al contrario la sua coerenza con quelle che sono state le sue linee guida, ovvero la ricerca incessante delle proprie origini, in questo caso tramite la trasposizione cinematografica del suo lavoro, come in altri suoi films di altre sue sfere della vita. Si possono citare in questo filone molti titoli, tra cui i Quattrocento Colpi, L'uomo che Amava le Donne, La Camera Verde, ecc..
Truffaut, nonostante la prematura morte, ci ha lasciato uno spaccato di tutta la sua vita, morte stessa compresa.

postato da: NuitAmericaine alle ore 14:44 | Permalink | commenti (12)
categoria:cinema, arte

scrivo anche su :

 

venerdì, 29 febbraio 2008

Pensiero suggerito da una splendida grafica di Kurtz58

i287902_whenthemusicsover

Ecco il violino incantatore che trascina nelle sue dolci note l'anima. Ecco che riecheggia quando passeggi lungo la Senna, verso sera, tra la nebbiolina che il fiume crea. Lo ascolti, ti sembra lontano, eppur così vicino.
Ancora qualche nota, e sembra di danzare assieme alle nuvole dispettose che nascondono e rifanno apparire la luce della luna. Una sinfonia di sensazioni, una sinfonia di emozioni percorrendo il Quai senza ben sapere dove condurrà quella musica di violino. Antichi valzer? o divertimenti d'archi? Non è nota quella musica, e già la mente immagina un vecchio, col fazzoletto legato attorno al collo, i pantaloni larghi di velluto...un po' bohemienne... Camminando si ode il solo rumore dell'acqua e le note del violino. Cammino cammino cammino e ritrovo quel sorriso che sembrava smarrito.

When the music is over.....

Grazie Guido

postato da: senzaluna alle ore 15:33 | Permalink | commenti (37)
categoria:arte, amicizia, parigi, dedica

scrivo anche su :

 

martedì, 19 febbraio 2008

pont des arts

Foto presa da internet

Parigi: ogni volta che salgo sull'aereo ho quella sensazione lieve di tornare a casa. Scendo all'aeroporto e percorro i corridoi quasi ad occhi chiusi.
Il taxi, la solita strada. Indifferente attraverso la periferia, potrei essere ovunque, nella periferia di una qualsiasi metropoili, poi quasi all'improvviso le strade note. I miei occhi guardano sempre con un punta di stupore, nonostante abbia fatto quel percorso decine e decine di volte. Ma Parigi è magica, ed ecco stagliarsi alla luce del tramonto la sagoma di Notre Dame, da dietro, la parte che forse preferisco. Il Quai, il Pont des Arts, Rue de Saint Peres, Rue Jacob, et voilà.... arrivata.
Non ho la frenesia del turista, di disfare velocemente i bagagli ed uscire in fretta. No, Parigi so che mi aspetta, a Parigi ho imparato ad essere "flaneur", ad assaporare lentamente tutte le sue magie. Il sorriso mi nasce spontaneo, sono a casa. Esco per vivere lentamente la mia Parigi, passo davanti all'edicola e do un occhiata veloce alla copertina di Pariscop, uno sguardo per capire cosa è cambiato e se qualcosa è cambiato. Parigi cambia in continuazione, ma alcune cose, alcuni luoghi restano sempre uguali, e mi rassicurano.... La Hune è ovviamente aperta, libreria dove si trovano testi incredibili, rassicurante, accattivante, e quel lembo di cielo azzurro tra le nuvole sembra sorridermi per darmi il ben tornato. Risalgo Rue Jacob, passeggio per Rue Bonaparte scorrendo velocemente con lo sguardo i negozietti così eterogenei, ed ecco davanti ai miei occhi.. il Pont des Arts che si affaccia sul Louvre, nessuna visione mi pare più completa di questa! Solo pochi passi e Parigi è sempre più grandiosa. Un brezza leggera e gelida portata dalla Seine mi accarezza il volto mentre traballo sulle tavole di legno di quel che è definito il Ponte degli Innamorati. Non conosco l'origine di quella definizione ma ... di fronte il Louvre, a destra la Seine che si dirama sull'Ile de La Cité, ed attraverso Place Dauphine con lo sguardo si scorge la guglia di Notre Dame, a sinistra troneggia la Cupola del Grand Palais...e la Tour Eiffel... mi giro su me stessa...la cupola illuminata dell'Accademie National Francaise....è buio ed è tutto incredibilmente e sapientemente illuminato, la vista è davvero splendida. Che dire, anche se non si è innamorati, sul Pont des Arts non ci si può non innamorare di Parigi. (Un piccolo cenno storico, si chiama Pont des Arts poichè sorge davanti al Louvre, detto anche Palais des Arts).
A Parigi c'è una luce speciale, una luce diversa rispetto a quelle di tutto il resto del mondo, ed ogni giorno ti trovi di fronte a paesaggi diversi a seconda dell'atmosfera che ti regala il tempo..la nebbia, la foschia, il sole accecante, il crepuscolo..tutto esplode di nuovi colori e si riescono a vedere gli angoli nascosti di questa Magica città., Le strade sono quasi tutte di granito, i gradini, i ciottoli lungo la strada; ma niente è nuovo a Parigi, tutto è conservato meravigliosamente, con amore e con cura, ma è indiscutibilmente vecchio e quindi carico di significati storici e sociologici, chissà quanti piedi hanno calpestato quei vicoli e quante mani hanno accarezzato con delicatezza quei muretti lungo la Senna..
Quando si va a Parigi non necessariamente si guardano i dettagli, gli angoli , i marciapiedi, l'acquetta che esce dai marciapiedi... la pietra di calcare con cui sono costruite le case, molte case, o i muri di pietra intonacata... I palazzi parigini in reatà sono delle sculture e questo crea un'atmosfera uniforme, le Chiese, le torri ,le Cattedrali : è il cuore di Parigi, un posto unico.

Continua .....

 

postato da: senzaluna alle ore 18:41 | Permalink | commenti (31)
categoria:amore, arte, memoria, parigi, fashion, dedica, parisienne

scrivo anche su :

 

giovedì, 07 febbraio 2008
cigarette

Foto Renè Gruau

Parigi: è già stato scritto un mare di libri, recensioni ,articoli, su ogni suo aspetto, turistico, storico, artistico. Davvero non posso cimentarmi con grandi scrittori, che vanno da Corrado Augias, giornalista e scrittore contemporaneo, con " I segreti di Parigi" - tra gli altri - che è stato definito come il libro di un viaggiatore, dove abbandona i luoghi più battuti, abusati. andando in cerca dei luoghi della memoria sull'orma di Chatwin; a Walter Benjamin, critico saggista e filosofo tedesco, con " I <passages> di Parigi", testo scritto in tredici anni ed incompiuto ( morto suicida nel 1940 ) : due libri ove si propone di risalire alle origini dell'epoca moderna partendo dalla specifica realtà di Parigi come ideale centro del mondo, raccogliendo una miriade di dettagli eterogenei ed apparentemente marginali: i passages, la merce, il flaneur, il gioco, la moda, l'art nauveau, la modernità urbanistica di Haussmann, la rilettura e il ripercorrere i luoghi di Nietzche, Poe, Baudelaire.
Ma ciò che Parigi dona è una tale continuità all'interno di un costante rinnovamento che appare quasi quasi incredibile come rileggendo, ad esempio, il testo di Benjamin nulla sotto un certo profilo sia cambiato.
Non ho la pretesa di far da guida ad una città in cui nessuno, credo, può esser guida, ma cerco solamente di trasmettere quelle sensazioni e quelle emozioni che ogni volta mi dona.
Giungendo a Parigi la prima cosa che colpisce è la grandiosità ( grandeur ), che è del tutto diversa da quella di New York. Sono a mio avviso assolutamente imparagonabili : a New York tutto è GRANDE , a Parigi tutto è GRANDIOSO. Ma se si vuol da subito penetrare nel cuore della città , ecco che ti accorgi che Parigi , i quartieri di Parigi sono tanti piccoli villaggi, che hanno ancor oggi conservato quell'aria di autenticità, che percorrendoli rammentano quei vecchi films in bianco e nero dove gli uomini camminavano, lavoravano con il basco in testa e le donne indossavano graziosi grembiulini. Ovviamente oggi non ci sono più, ma è quell'aria serena e un po' scanzonata che è rimasta nel cuore di Parigi. Ed ecco allora che la signora appena uscita dalll'ufficio si mette in fila per andare a visitare la mostra dell' Arcimboldo con una baguette sottobraccio, e smangiucchia leggendo un libro, senza dar segni di impazienza per la lunga fila che sta facendo e chiede con un sorriso se sei l'ultimo.....
Penetrare nell'anima di Parigi non è facile ma neppure difficile, perchè da subito Parigi si offre , sta a te coglierne gli stimoli, i messaggi e quella possibilità che ti viene offerta non platealmente, ma con estrema discrezione. Io l'ho afferrata questa possibilità, non subito invero, ma appena me ne sono accorta ecco che tutto lo splendore mi si è aperto davanti agli occhi, come per magia, perchè Parigi è magica

Continua.....

postato da: senzaluna alle ore 22:53 | Permalink | commenti (13)
categoria:amore, arte, memoria, parigi, emozioni, fashion, dedica, parisienne

scrivo anche su :

 

venerdì, 25 gennaio 2008

Paris en couleurs

img_25833

Robert Capa

IM-3470-Paris-en-couleurs-par-Ernst-Haas

Ernst Haas

Alcuni attimi di una Paris magica, attraverso una mostra all'Hotel de Ville.

Dedicata a tutti i miei amici.   Paola

postato da: senzaluna alle ore 14:40 | Permalink | commenti (4)
categoria:arte, foto, parigi, emozioni, dedica

scrivo anche su :

 

venerdì, 18 gennaio 2008

Palais Royal 2008

Una fontana illuminata di notte, guizzi d'acqua che creano una magica atmosfera. Un sorriso. Paris, una città magica che ogni volta mi dona gioia.
Ogni volta che torno, pur conoscendola benissimo, mi dona quella magia, quella frechezza frizzantina, così speciale, e mi ritrovo. Se ho vissuto un'altra vita, sono sicura di averla vissuta a Paris. A bien tout.

postato da: senzaluna alle ore 23:18 | Permalink | commenti (9)
categoria:arte, blog, parigi, dedica

scrivo anche su :