LOST IN TRANSLATION (2003)
di Sofia Coppola
( ovvero perdersi nella realtà virtuale )

Immagine presa da Internet
Lost in Translation è un film che racconta di smarrimento e perdizione, dove le regole sociali vengono capovolte in una Tokio che si smarrisce e fa perdere il senso delle proprie conoscenze. Qui non ci sono nomi di vie ma solo numeri, la gente parla in maniera incomprensibile e le abitudini sono completamente diverse da ciò a cui siamo abituati. In questo film Bill Murray, rinato e convincente, è un attore in declino, come se si realizzasse nel film quello che gli è capitato nella vita, quale miglior esempio di autoreferenzialità del cinema, che accetta di fare una pubblicità di un whiskey giapponese. Qui incontra una ragazza, Scarlett Johansson, fresca di matrimonio ma sempre sola in quanto suo marito fa il fotografo ed è in tournee in giro per il Giappone. Queste due anime si trovano e si studiano, così diverse per età ed intenti, ma così simili nella solitudine, nel dubbio di aver lasciato indietro qualcosa, nella convinzione che forse questo incontro li aiuterà a ritrovare i propri sogni. Un film da vedere più che da raccontare.
E da qui il punto di partenza della riflessione, dove Internet è il nostro Giappone, dove la realtà è appena dietro allo schermo, e non dentro allo schermo. Dove le sensazioni, i sentimenti, i pensieri hanno altre valenze e altri obbiettivi. Dove non esiste formalità ma solo “Netiquette”, ovvero una grottesca trasposizione del galateo. E quindi…
“Mi troverai in un' altra vita, se non sarà in questa “
Mi troverai nella vita reale, se non in quella virtuale; o in quella virtuale, se non in quella reale.
Perdersi nella traduzione di quel che è scritto, di ciò che è detto; l’interpretazione non sempre è aderente a ciò che è scritto.
E’ un po’ come l’eleganza del punto e virgola, simbolo ormai desueto e praticamente perso, nell’epoca delle sospensioni, dell’esclamazioni, dove le proprie emozioni vengono rappresentate da emoticons.
“Mi troverai in un' altra vita, se non sarà in questa”
NuitAmericaine & Senzaluna