
-La vita è un attimo arricciato
sulla parete dell'eternità-
Lo ha detto Marco, lui è un noto appaltatore di Livorno.
Hanno detto che spesso si sofferma a poetare guardando il capomastro dare indicazioni sulla calce da mettere sulle pareti.
Raccoglie il rumore dei suoi passi dai ruscelli sgretolati, per ricordarne il suono. Certo è un tipo strano, molto strano... sempre accoccolato tra i suoi pensieri, con il naso su ad annusare il vento.
Si è accoppiato con quell'imbianchino, quel tal Guido, che si diletta a tracciar poemi tra il vento caldo e la sabbia rossa, disegnando lampi e cortigiane.
Certo che si son dati un gran da fare a mettere in essere tutto quel casino. Parlare di un eternità di cui ciascuno sa che ne ha il destino.
Arrampicati sul muro " dell'amore " una gran folla si urta, si fa largo, per dir la sua, per scivere come su un biliardo dove però manca il pallino. La stecca vaga in cerca di qualcosa, che è calce sgretolata, ma sembra polvere di stelle, che profuma di poesia.
-La vita è un attimo arricciato
sulla parete dell'eternità-
...Se ci pensi, sembra una specie di scrigno, invece è solo polvere.
Polvere appiccicata alla men peggio, proprio su quel muro che senza di lei sarebbe diroccato.
senzaluna&ariadipoesia

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Immagine Personale
Sento bussare
alle mie palpebre
è la luce
attraverso le persiane
penetra nella stanza
mi guardo intorno
nell'atmosfera baluginante
i miei passi sono vetri in frantumi
riflessi di luce in ogni frammento
rappresentano i pensieri
non si palesano
se non in un soffio di vento
chimera perpetua
ricerca incessante
di ciò che non c'è
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ombre riflesse sulla luce accecante
mi portano alla deriva in una dimensione instabile
e mentre cerco di ancorare i pensieri alla vita
mi accorgo che non sto pensando
e il solo nitore che vedo è la proiezione di un domani
che voglio cambiare
persa nella convinzione di una profondità che manca
e che sempre mancherà
ma il silenzio mi porta dentro alla perversione dell'assurdo
e lo spessore che bramo
altro non è che un mirabile chiaroscuro
di un artista sconosciuto
NuitAmericaine e Sephiroth777
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Emozione glabra
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Immagine Personale
Respiri lontani, nell'atmosfera ovattata della notte, la luce della sigaretta rischiara ad intermittenza gli angoli familiari del cuore, ma quello che si vede non è che un nugolo di pallidi ricordi, che si accentrano nella quiete della ricerca di se stessi, e non trovano pace fino a quando non sono lì, vivi e presenti ad insidiare la serena incostanza... Ma la brace inesorabilmente brucia e si consuma... Ed il tempo dei ricordi cede il passo al presente ingombrante...
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Disegno di NuitAmericaine
Continua la collaborazione/commistione tra la donna senza luna e la notte americana!!! Progetti comuni e amore per le stesse cose ci hanno portato a condividere questo cammino..
Parigi, coi suoi chiaroscuri che passano dalla vita di qualsiasi cittadino alla grandeur dei palazzi, accomuna anche per l'amore per l'arte in tutte le sue forme!! Come diceva Baudelaire la Noia è il male peggiore..e a Parigi anche lui aveva trovato possibilità di saziare il suo spirito. Io invece ho incontrato i luoghi che hanno fatto da scenario ad un movimento culturale che mi affascina dal profondo.
E adesso in questo luogo virtuale, in questo insieme di bit, posso trascrivere le mie sensazioni che un po' di tempo fa ho condiviso con una donna senza luna ma che fa tanta luce!!!
Grazie mamma!!!
Francesca
Immagine presa da Internet
La camera verde (La chambre verte - 1978), è uno dei film più particolari di François Truffaut, quasi un'elogio alla morte. Qui il protagonista, Julienne Davenne, è letteralmente ossessionato e circondato dalla morte. Scrittore di necrologi per "Il Globe", vive nel ricordo della moglie morta anni prima, e per ricordarla costruisce la camera verde, dove custodisce tutte le sue reliquie insieme a quelle di altre persone per lui importanti. Un giorno un incendio distrugge la camera, lui ne è devastato e addirittura costruisce un busto della moglie, che poi distrugge immediatamente, innoridito. A contorno di queste vicende c'è l'amicizia con Cecilia, che scopre amante del suo ex migliore amico, che l'aveva tradito in passato, e con la quale, a seguito della scoperta, chiude ogni rapporto. Lei gli spedisce una lettera d'amore, ma lui la rivede solo poco prima di morire, in una cappella abbandonata che lui aveva fatto ristrutturare per onorare tutti i suoi morti con un cero. Alla fine anche lui ha il suo cero, acceso dalla stessa Cecilia.
La camera verde attraversa la tematica della morte con un richiamo al grottesco, rifiutando non la morte stessa, ma l'oblio che essa comporta. Nella camera verde, Truffaut cerca un limite e l'oltrepassa..per il protagonista l'unica forma di vita possibile è la morte, rivissuta incessantemente ogni giorno. Ai morti deve la vita e dà la vita, convinto che sia l'unico modo possibile per affrontare la perdita.
In un passo del film, nella lettera che gli invia, Cecilia sostiene di non poter veder ricambiato il suo amore da parte di Julienne Davenne, in quanto viva. Solo nella condizione di morta potrà davvero attirare la sua attenzione.
Anche in questo racconto a luci cupe, Truffaut non rinuncia ad inserire la tematica dell'amore, che fa da luce opposta al buio della morte. Il regista decide inoltre di interpretare il protagonista, come in tutti i films che ritiene più importanti per la sua poetica.
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Effetto Notte (La Nuit Américaine - 1973) è il film manifesto di François Truffaut, dove l'autoreferenzialità del cinema si manifesta in tutta la sua completezza.
Qui Truffaut fa un esercizio di stile con una leggerezza degna solo dei grandi artisti. Dirige se stesso, nel ruolo di se stesso, utilizzando come attore del film nel film lo stesso attore che ha diretto e che dirigerà per anni nella sua carriera (Jean-Pierre Léaud).
Per apprezzare appieno questo film è necessario vederlo perchè, tramite le immagini, Truffaut ci accompagna nel suo mondo, attraversando la sua poetica di amore e ricerca di senso, affrontando tutte le problematiche, tecniche e soprattutto umane, del suo lavoro.
Ogni dettaglio è curato, dalle comparse, ai problemi di relazione interpersonale, agli amori fatui che si creano sul set per poi dissolversi a fine lavorazione. E l'ansia di riuscire di un uomo che ha su di sè e sente pesantemente la responsabilità del cinema come arte, quasi come fosse ancora permeato di quei retaggi rinascimentali dell'artista come genio, produttore di opere che hanno un compito anche etico oltre che estetico.
La Nuit Américaine, o Effetto Notte, è una tecnica cinematografica inventata appunto in America, che consiste nel utilizzare particolari filtri per girare scene notturne di giorno.
Il nome del regista nel film, Ferrand, è l'abbreviazione del cognome della madre di Truffaut Montferrand.
La visione di questo film si colloca in un approccio maturo sulla poetica di Truffaut, in quanto con questa pellicola si torna a due dei temi principali tanto cari al regista: il cinema come finzione/realtà e l'amore.
Per Truffaut il cinema, in quanto materia di sogni, è l'abbellimento della vita che è ripetitiva, monotona ed ingiusta. Nei films invece i tempi sono giusti, la vita è armonia, anche se in situazioni spiacevoli, il cerchio si chiude. Ogni frammento di questo film traduce in realtà l'amore e la devozione dell'autore per il cinema, in tutte le sue manifestazioni.
Truffaut è stato spesso accusato, all'interno dei circuiti cinematografici, di essere compiacente, di tornare a quel classicismo rigido pre Nouvelle Vogue (movimento cinematografico sviluppatosi a cavallo degli anni '60), di non essere più la penna graffiante dei cahiers du cinema (rivista-manifesto della Nouvelle Vogue). Ma in questo film, come in tutta la sua filmografia, a mio avviso, si legge al contrario la sua coerenza con quelle che sono state le sue linee guida, ovvero la ricerca incessante delle proprie origini, in questo caso tramite la trasposizione cinematografica del suo lavoro, come in altri suoi films di altre sue sfere della vita. Si possono citare in questo filone molti titoli, tra cui i Quattrocento Colpi, L'uomo che Amava le Donne, La Camera Verde, ecc.. Truffaut, nonostante la prematura morte, ci ha lasciato uno spaccato di tutta la sua vita, morte stessa compresa.
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