venerdì, 29 febbraio 2008

Pensiero suggerito da una splendida grafica di Kurtz58

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Ecco il violino incantatore che trascina nelle sue dolci note l'anima. Ecco che riecheggia quando passeggi lungo la Senna, verso sera, tra la nebbiolina che il fiume crea. Lo ascolti, ti sembra lontano, eppur così vicino.
Ancora qualche nota, e sembra di danzare assieme alle nuvole dispettose che nascondono e rifanno apparire la luce della luna. Una sinfonia di sensazioni, una sinfonia di emozioni percorrendo il Quai senza ben sapere dove condurrà quella musica di violino. Antichi valzer? o divertimenti d'archi? Non è nota quella musica, e già la mente immagina un vecchio, col fazzoletto legato attorno al collo, i pantaloni larghi di velluto...un po' bohemienne... Camminando si ode il solo rumore dell'acqua e le note del violino. Cammino cammino cammino e ritrovo quel sorriso che sembrava smarrito.

When the music is over.....

Grazie Guido

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martedì, 19 febbraio 2008

pont des arts

Foto presa da internet

Parigi: ogni volta che salgo sull'aereo ho quella sensazione lieve di tornare a casa. Scendo all'aeroporto e percorro i corridoi quasi ad occhi chiusi.
Il taxi, la solita strada. Indifferente attraverso la periferia, potrei essere ovunque, nella periferia di una qualsiasi metropoili, poi quasi all'improvviso le strade note. I miei occhi guardano sempre con un punta di stupore, nonostante abbia fatto quel percorso decine e decine di volte. Ma Parigi è magica, ed ecco stagliarsi alla luce del tramonto la sagoma di Notre Dame, da dietro, la parte che forse preferisco. Il Quai, il Pont des Arts, Rue de Saint Peres, Rue Jacob, et voilà.... arrivata.
Non ho la frenesia del turista, di disfare velocemente i bagagli ed uscire in fretta. No, Parigi so che mi aspetta, a Parigi ho imparato ad essere "flaneur", ad assaporare lentamente tutte le sue magie. Il sorriso mi nasce spontaneo, sono a casa. Esco per vivere lentamente la mia Parigi, passo davanti all'edicola e do un occhiata veloce alla copertina di Pariscop, uno sguardo per capire cosa è cambiato e se qualcosa è cambiato. Parigi cambia in continuazione, ma alcune cose, alcuni luoghi restano sempre uguali, e mi rassicurano.... La Hune è ovviamente aperta, libreria dove si trovano testi incredibili, rassicurante, accattivante, e quel lembo di cielo azzurro tra le nuvole sembra sorridermi per darmi il ben tornato. Risalgo Rue Jacob, passeggio per Rue Bonaparte scorrendo velocemente con lo sguardo i negozietti così eterogenei, ed ecco davanti ai miei occhi.. il Pont des Arts che si affaccia sul Louvre, nessuna visione mi pare più completa di questa! Solo pochi passi e Parigi è sempre più grandiosa. Un brezza leggera e gelida portata dalla Seine mi accarezza il volto mentre traballo sulle tavole di legno di quel che è definito il Ponte degli Innamorati. Non conosco l'origine di quella definizione ma ... di fronte il Louvre, a destra la Seine che si dirama sull'Ile de La Cité, ed attraverso Place Dauphine con lo sguardo si scorge la guglia di Notre Dame, a sinistra troneggia la Cupola del Grand Palais...e la Tour Eiffel... mi giro su me stessa...la cupola illuminata dell'Accademie National Francaise....è buio ed è tutto incredibilmente e sapientemente illuminato, la vista è davvero splendida. Che dire, anche se non si è innamorati, sul Pont des Arts non ci si può non innamorare di Parigi. (Un piccolo cenno storico, si chiama Pont des Arts poichè sorge davanti al Louvre, detto anche Palais des Arts).
A Parigi c'è una luce speciale, una luce diversa rispetto a quelle di tutto il resto del mondo, ed ogni giorno ti trovi di fronte a paesaggi diversi a seconda dell'atmosfera che ti regala il tempo..la nebbia, la foschia, il sole accecante, il crepuscolo..tutto esplode di nuovi colori e si riescono a vedere gli angoli nascosti di questa Magica città., Le strade sono quasi tutte di granito, i gradini, i ciottoli lungo la strada; ma niente è nuovo a Parigi, tutto è conservato meravigliosamente, con amore e con cura, ma è indiscutibilmente vecchio e quindi carico di significati storici e sociologici, chissà quanti piedi hanno calpestato quei vicoli e quante mani hanno accarezzato con delicatezza quei muretti lungo la Senna..
Quando si va a Parigi non necessariamente si guardano i dettagli, gli angoli , i marciapiedi, l'acquetta che esce dai marciapiedi... la pietra di calcare con cui sono costruite le case, molte case, o i muri di pietra intonacata... I palazzi parigini in reatà sono delle sculture e questo crea un'atmosfera uniforme, le Chiese, le torri ,le Cattedrali : è il cuore di Parigi, un posto unico.

Continua .....

 

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venerdì, 15 febbraio 2008

Non così... perchè i...

Baci...hanno la bellezza del sapore

La bellezza del sapore
 Che si prova con un bacio
   E' pura forza dell'amore
     Che tracima dove brucio

          La sostanza è nel fragore
            Nel silente beneficio
               Al delicato Tuo candore
                   Mai portato al sacrificio

                          La pressione dell'ardore
                              Di quel bacio lo incornicio
                                 Con lo schiocco del rumore
                                      C'avviene in quell'incrocio

                                                   D'ardenti labbra d'un colore
                                                         Rosso fuoco senza broncio
                                                                Del Tuo viso bello infiore
                                                                        Io da sempre non rinuncio

Edo e le storie Appese

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giovedì, 14 febbraio 2008
TomWaits_BlueValentine

Blue Valentines


She sends me blue valentines
all the way from philadelphia
to mark the anniversary
of someone that I used to be
and it feels just like there's
a warrant out for my arrest
got me checkin' in my rearview mirrror
and I'm always on the run
thats why I change my name
and I didn't think you'd ever find me here

to send me blue valentines
like half forgotten dreams
like a pebble in my shoe
as I walk these streets
and the ghost of your memory
is the thistle in the kiss
and the burgler that that can break a roses neck
it's the tattooed broken promise
that I hide beneath my sleeve
and I see you every time I turn my back

she sends me blue valentines
though I try to remain at large
they're insisting that our love
must have a culogy
why do I save all of this madness
in the nightstand drawer
there to haunt upon my shoulders
baby I know
I'd be luckier to walk around everywhere I go
with a blind and broken heart
that sleeps beneath my lapel

she sends me blue valentines
to remind me of my cardinal sin
I can never wash the guilt
or get these bloodstains off my hands
and it takes a lot of whiskey
to make these nightmares go away
and I cut my bleedin' heart out every nite
and I die a little more on each st. valentine day
remember that I promised I would
write you...
these blue valentines
blue valentines
blue valentines

Tom Waits

She sends me blue valentines"...lei mi scrive lettere d'amore blu,questa potrebbe essere una traduzione appropriata, anche se, si sa, tradurre è sempre tradire il testo originale.
 
E' una canzone di Tom Waits, un musicista americano che vive al limite e nel limine trova i versi da intrecciare alle note musicali.
Blue Valentine è una vanzone tristissima, racconta una perdita, una separazione; tutta la dolcezza del lutto bianco.
E' una storia d'amore, un'amore infinitamente grande, tanto, da essere irraggiungibile....
 
Lei mi scrive lettere d'amore blu, scrive sul cielo con una matita d'aria, apre le vele del silenzio e lo ritrova al fine, soltanto per un semplice abbraccio.
 
Tom Waits scrive con la spada, squarcia il foglio bianco e canta come "un leone ferito" le sue parole per guardarle danzare nell'aria, tra le nuvole.
  

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giovedì, 07 febbraio 2008
cigarette

Foto Renè Gruau

Parigi: è già stato scritto un mare di libri, recensioni ,articoli, su ogni suo aspetto, turistico, storico, artistico. Davvero non posso cimentarmi con grandi scrittori, che vanno da Corrado Augias, giornalista e scrittore contemporaneo, con " I segreti di Parigi" - tra gli altri - che è stato definito come il libro di un viaggiatore, dove abbandona i luoghi più battuti, abusati. andando in cerca dei luoghi della memoria sull'orma di Chatwin; a Walter Benjamin, critico saggista e filosofo tedesco, con " I <passages> di Parigi", testo scritto in tredici anni ed incompiuto ( morto suicida nel 1940 ) : due libri ove si propone di risalire alle origini dell'epoca moderna partendo dalla specifica realtà di Parigi come ideale centro del mondo, raccogliendo una miriade di dettagli eterogenei ed apparentemente marginali: i passages, la merce, il flaneur, il gioco, la moda, l'art nauveau, la modernità urbanistica di Haussmann, la rilettura e il ripercorrere i luoghi di Nietzche, Poe, Baudelaire.
Ma ciò che Parigi dona è una tale continuità all'interno di un costante rinnovamento che appare quasi quasi incredibile come rileggendo, ad esempio, il testo di Benjamin nulla sotto un certo profilo sia cambiato.
Non ho la pretesa di far da guida ad una città in cui nessuno, credo, può esser guida, ma cerco solamente di trasmettere quelle sensazioni e quelle emozioni che ogni volta mi dona.
Giungendo a Parigi la prima cosa che colpisce è la grandiosità ( grandeur ), che è del tutto diversa da quella di New York. Sono a mio avviso assolutamente imparagonabili : a New York tutto è GRANDE , a Parigi tutto è GRANDIOSO. Ma se si vuol da subito penetrare nel cuore della città , ecco che ti accorgi che Parigi , i quartieri di Parigi sono tanti piccoli villaggi, che hanno ancor oggi conservato quell'aria di autenticità, che percorrendoli rammentano quei vecchi films in bianco e nero dove gli uomini camminavano, lavoravano con il basco in testa e le donne indossavano graziosi grembiulini. Ovviamente oggi non ci sono più, ma è quell'aria serena e un po' scanzonata che è rimasta nel cuore di Parigi. Ed ecco allora che la signora appena uscita dalll'ufficio si mette in fila per andare a visitare la mostra dell' Arcimboldo con una baguette sottobraccio, e smangiucchia leggendo un libro, senza dar segni di impazienza per la lunga fila che sta facendo e chiede con un sorriso se sei l'ultimo.....
Penetrare nell'anima di Parigi non è facile ma neppure difficile, perchè da subito Parigi si offre , sta a te coglierne gli stimoli, i messaggi e quella possibilità che ti viene offerta non platealmente, ma con estrema discrezione. Io l'ho afferrata questa possibilità, non subito invero, ma appena me ne sono accorta ecco che tutto lo splendore mi si è aperto davanti agli occhi, come per magia, perchè Parigi è magica

Continua.....

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lunedì, 04 febbraio 2008

1359«Le club de jazz mythique de Saint-Germain-des-Prés»

Créé en 1947 par une bande d'amis, sous l'égide de Boris Vian, le mythique club du 13 rue Saint-Benoît a accueilli les plus grands noms du jazz français et international. Charlie Parker, Sidney Bechet, Miles Davis, Duke Ellington, Stéphane Grappelli, Martial Solal... Des noms qui font rêver dans un lieu culte qui a vu s'écrire une page de l'histoire du jazz. Aujourd' hui un des derniers lieux de Saint-Germain où il est possible d'écouter cette musique enivrante, pénétrer au Bilboquet permet de revivre pour un temps une époque légendaire.

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March 26, 2004: At Le Bilboquet
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Un club qui à l’origine devait être un repaire de copains amateurs de jazz avec à leur tête Boris Vian, un club donc, qui a reçu les plus grands noms du jazz, Américains surtout, souvent contraints de venir exprimer leur talent en Europe. Miles Davis, Kenny Clarke, Duke Ellington, Art Blakey et les Jazz Messengers, Rhoda Scott, pour ne citer que les plus illustres, y rencontrent Claude Bolling, Claude Luter, Martial Solal, Sacha Distel, Stéphane Grappelli, Henri Salvador et tant d’autres immenses talents de l’hexagone.

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Rhoda Scott

[Jazz, Soul & Funk]

Lieu : Le Bilboquet - Paris
du 07/12/2005 au 27/05/2006

Fille aînée d'un pasteur itinérant, Rhoda Scott a grandi dans l'ambiance des petites églises noires de la côte est des Etats-Unis. C'est là, en accompagnant les gospels et negro-spirituals dès l'âge de huit ans, qu'elle a trouvé son incroyable[...

Quando sono arrivata a Paris, il 30 dicembre, ho subito notato che Le Bilboquet era chiuso..... i tavolini all'aperto ( anche in inverno ) vestiti con candide tovagliette, un piccolo caspot ....non c'erano. Tutto era chiuso, molti cartelli pubblicitari sulle porte e sulle vetrate. Impossibile non vederlo, dato che è proprio a pochi metri dall'hotel presso il quale soggiorno abitualmente.
 Un pezzo di storia di Paris che se ne va?
Ho chiesto informazioni, e mi è stato detto che il locale è stato acquistato dalla famiglia Costes, famiglia che oltre ad aver creato il noto Costes' Hotel, ha acquiatato anche il ristorante GEORGES V al Bouburg, ll Cafè Roc, ed atri punti importanti della città. Mi hanno detto che sarebbe stata ricreata la Cave de Jazz...... io lo spero davvero, perchè le Cave erano moltissime nel quartire di Saint Germain ( il sesto ), ma man mano negli anni le ho viste chiudere.....

Le Bilboquet resisteva grazie alla fama, a tutti i jazzisti di spessore che vi hanno suonato.... tipico parisienne , l'ambiente fumoso, il bicchiere di wisky o di champagne, la musica che si udiva anche da lontano, ottima musica......

Mille ricordi a Le Bilboquet.

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sabato, 02 febbraio 2008

Edith

La vie en rose

Des yeux qui font baisser les miens
Un rire qui se perd sur sa bouche
Voilà le portrait sans retouche
De l'homme auquel j'appartiens

{Refrain:}
Quand il me prend dans ses bras,
Il me parle tout bas
Je vois la vie en rose,
Il me dit des mots d'amour
Des mots de tous les jours,
Et ça m'fait quelque chose
Il est entré dans mon cœur,
Une part de bonheur
Dont je connais la cause,
C'est lui pour moi,
Moi pour lui dans la vie
Il me l'a dit, l'a juré
Pour la vie
Et dès que je l'aperçois
Alors je sens en moi
Mon cœur qui bat

Des nuits d'amour à plus finir
Un grand bonheur qui prend sa place
Des ennuis, des chagrins s'effacent
Heureux, heureux à en mourir

{au Refrain}



{Nota: variante pour le dernier couplet:}

Des nuits d'amour à en mourir
Un grand bonheur qui prend sa place
Les ennuis, les chagrins s'effacent
Heureux, heureux pour mon plaisir

Edith Piaf

Edith Piaf

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