venerdì, 28 settembre 2007

L'ho appena ricevuta...... la reputo deliziosa :)

WOODY ALLEN

La vita dovrebbe essere vissuta al contrario.
  Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo e così tricchete tracchete il trauma è già bello che superato.
  Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai  migliorando giorno dopo giorno.
  Poi ti dimettono perchè stai bene, e la prima cosa che fai è andare in  posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio.
  Col  passare del tempo, le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono.
 Poi inizi a lavorare e il primo giorno di lavoro ti regalano un orologio d'oro.
  Lavori quaranta anni finché non sei così giovane da sfruttare  adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.
  Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari  per iniziare a studiare.
 Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi  e responsabilità, fino a quando non sei un bebè.
  Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene.
  Gli ultimi 9 mesi te li passi fluttuando tranquillo e sereno, in un posto
 riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa  i c........
   E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo.

postato da: senzaluna alle ore 12:28 | Permalink | commenti (1)
categoria:vita, sciocchezze

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giovedì, 27 settembre 2007

Ancora una volta mi trovo a riflettere sui blog, sul comunicare attraverso lo strumento internet. Spesso mi son posta interrogativi su questo strumento, sempre più usato, frequentato da persone di ogni estrazione sociale, intelligenza , cultura ecc.  Ciò che mi fa sorridere, con lieve piega amara, è come anche attraverso questo strumento ( oppure soprattutto con questo strumento ) si esprima la falsità e la volgarità più profonda ( ovviamente non di tutti ) e come allo stesso tempo sia subdolo e facile il cercare di ferire attraverso mezzi indiretti.  Ho notato che questo a volte accade e accade soprattutto in blogs dove spesso è inibito commentare. Non capisco perché inibire i commenti, quando il titolare del blog li può tranquillamente cancellare.
Questo mio blog ( parolona per quel che scrivo) è libero, non inibiscono commenti e non credo di averne mai cancellati. Se ci si pone in modo pubblico per esprimere i propri pensieri o le proprie sciocchezze reputo che altrettanto pubblico dovrebbe essere il commentare. E' come lanciare il sasso e ritirare la mano, vale a dire mancanza di coraggio. Il bello è che costoro ( generalizzo ovviamente, ma non sempre è così ) usano poi commentare in modo trasversale (magari neppur sapendo perché, come e quando qualcosa è stato scritto ) ,creando nuovi post nei loro blogs.
E poi parlano do pochezza interiore....... acciderbolina .
Strano strumento internet, ma  a ben leggerlo è molto facile interpretarlo.

Un grazie agli amici estramante diretti.

postato da: senzaluna alle ore 16:33 | Permalink | commenti (7)
categoria:blog, dediche

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mercoledì, 26 settembre 2007

AVREI PAURA

Avrei paura di percorrere una strada calpestando la vita altrui.
Avrei paura di ostentare gioie e dispensare felicità sorte da macerie da me create.
Avrei paura di ridere e sorridere con la consapevolezza che i miei sorrisi arrecano dolore.
Avrei paura di credere in ciò che ben so di non poter credere.
Avrei paura che la vita mi riservasse ciò che io ho creato, con la mia volontà, con la mia perfidia, con la mia imbecillità.
Tremerei ad ogni passo, ad ogni sillaba, ad ogni sorriso.

Avrei molta paura.

L'amore è un'altra cosa, ma non a tutti è dato di conoscerlo

 

GIOCHI DI FARFALLE

Giochi di farfalle, dalle ali delicate.
Lievi, leggere come un soffio.
Parole consumate da ricordi troppo vicini, colori sbiaditi da malinconie
Il pensiero vola, come i giochi di farfalle, colorato allegro,
di battere di ali.
Giochi di farfalle, giochi di parole.
Parole bruciate da scivolosi cammini, da finzioni ed intuizioni.
Parole bruciate da giochi di farfalle.

postato da: senzaluna alle ore 16:32 | Permalink | commenti (2)
categoria:riflessioni, vita, dediche

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venerdì, 14 settembre 2007

Clicca la canzone leggendo

l'amore è come una rosa

 

postato da: EdoEleStorieAppese alle ore 07:30 | Permalink | commenti (2)
categoria:amore

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martedì, 04 settembre 2007

Avevo perso le mie ali. Non avrei più potuto volare.

Le avevo perse perchè si erano staccate da me, erano diventate pesanti , troppo pesanti.

Credevo che avrei sempre potuto volare, si erano a volte sporcate, ma un battito veloce e lo sporco se ne andava. E tornavo a volare, libera, volteggiando sulla mia vita e sui miei sogni. E quando ero troppo stanca, di nuovo volavo e la stanchezza svaniva , il mondo era nuovamente mio.

Poi un giorno spiccai un volo troppo alto, troppo veloce, un volo che non riuscivo più a controllare.  Ne fui felice, all'inizio, poi cominciai a seguire rotte che non conoscevo e che, soprattutto non mi appartenevano. Le mie ali cominciarono a sporcarsi, ma io non capivo e non lo vedevo.  Ero diventata sorda, cieca, e credevo di seguire una musica dolcissima suonata soltanto per me.  Non mi accorgevo che sulle mie ali erano stati versati fiumi di fango e di ogni altra sporcizia.  Ho creduto di esser sporca dentro, ho creduto di esser stata malvagia, ma continuavo a volare con le mie ali sempre pià pesanti ed imbrattate.  Ho permesso che fossero ancora imbrattate, poi ancora e poi ancora  ancora,  ho permesso che fossero spezzate, ho permesso che mi conducessero in un labirinto di tresche e di melma.  Volavo sempre meno, era sempre più faticoso, ma credevo che il mio sole, la mia luce fossero solo lì.  Mi sentivo ogni giorno sempre più colpevole, mi addossavo ogni responsabilità, non capendo e non percependo che le mie ali erano troppo sporche e pesanti per farmi ancora volare.  Ed un giorno ho perso le mie ali.  Le ho raccolte, guardandole con dolore, credendo che mai più avrei potuto volare.  Avevo superato tante prove dure nella mia vita, le avevo affrontate, combattute, e in qualche modo vinte, ma questa volta credevo fosse tutto inutile.  Ero uscita da quel vortice, ma ancora il fango pioveva sul mio volto, e più cercavo fresca pioggia, più scivolavo nella melma che avevo attorno.  Ed ogni volta che riuscivo a sollevarmi un po' ,ogni volta, ancora pioveva fango.  Ricordi offesi, memorie sfrattate.  Ma il tempo passava e non mi decidevo a gettare quelle ali che somigliavano ad un piccolo cumulo di immondizia, non riuscivo , non potevo.  Credevo che un giorno avrei potuto tornare a volare verso quel sole, verso quel cielo.  Ogni parola che ancora mi feriva , mi lacerava mi faceva volgere verso le mie ali. All'improvviso ,come per magia, ho cominciato a respire aria diversa, più pulita, più vera. Volevo gettare le ali, volevo bruciarle insieme a tutta la sporcizia raccolta.  Mi ero accorta che non io ero malvagia, che non mie, o meglio non solo mie erano "le colpe", e che i miei occhi avevo pianto troppo, e le mie lacrime erano state inutili.  Credevo di non potermi staccare da quell'idea, di non poter sopportare l'assenza.  Poi un giorno ho raccolto le mie vecchie ali, ormai appicicaticce, e con pazienza , poco per volta ho cominciato ripulirle, pian piano si intravedeva il loro antico colore. Delicatamente, con molta pazienza, con molta costanza ho ripulito quasi completamente le mie ali, e so che tornerò a volare, perchè ho ricominciato a sorridere, ogni giorno di più.

E so che il mio sole , che il mio cielo è solo dentro di me.

Solo ancora mi chiedo il perchè di tanta ferocia, di tanta violenza, di tanta cattiveria e stupidità.

Ma tornerò a volare, io tornerò a volare con le mie bellissime ali.

postato da: senzaluna alle ore 23:06 | Permalink | commenti (11)
categoria:amore, vita, introspezione, emozioni

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lunedì, 03 settembre 2007
Labbra dal sapore di "Selvatico Mosto "...
 
"Per quest'anno non cambiare"
"Stessa spiaggia stesso mare"
Sto ascoltando questa canzone del cuore
In viaggio per la vacanza nella città in fiore

" Milano Marittima" Verdeggiante Fulgore
Ho provato altre vie, ma qui  solo trovo il colore
Mi diverto e mi rilasso, forse è strano ma vero
Non fanno per me esotici lidi sono sincero

Abitudinario, alla mia età è comodo! è basilare
Avere dei punti dove tranquillo mi posso fermare
E se qualcosa non va mi posso sempre eclissare
A me piacciono le persono al sole ad abbronzare

Ritrovo le genti conosciute da tempo
Si rinnovano chiacchiere senza rimpianto
Sviluppo così la passione che vanto
E' lo scrivere in rima come fo ogni tanto

E' da tanto che non piove... oggi 03-08-2007 piove
Manco farlo apposta, il primo giorno di ferie piove...
Mannaggia e così! notando che qualcuno si muove
E poi fuggi fuggi generale ... magari si va nell'alcove

Giornata uggiosa e triste d'agosto
Strano tempo per questo bel posto
Ma dona alla vacanza un imprevisto
Fuori piove ed io recito un mio testo

Uno scritto scherzoso come antipasto
Risate sonore per chi è rimasto
Soprattutto Lei " Labbra di Mosto"
E' così che la chiamo ed ora pregusto

Una conoscenza a cuì m'accosto
Interessata al mio rimato esposto
Lei bella ed esile, io brutto e robusto
Ma questo è un vero bel contrasto

No, no,  non faccio il bell'imbusto
Ha l'età di mia figlia questo arbusto
Esile e sinuoso, sarei Fuoriposto
Con mamma d'aspetto duro e vetusto

Ma arcigna nel formulare sempre disgusto
Su tutto... ma soprattutto sul costo
Avvelenando l'esistere suo un po' frusto
Ma agisce con l'aria di un capoposto.

Non perde di vista il suo bel "impasto"
La figlia! quella dea dall'aspetto casto
Ora protagonista del mio palinsesto
Nell'ispirazione x un qualche bel testo.

Finisce il pluvio nel giorno che chiude
Per aprire una sera, sul da far ci si chiede
Lo strùscio sul viale dello shopping s'include
Cazzeggiar x locali di moda ce n'è na miriade

Che son presi d'assalto al trotto vagante
A passo di lumaca ed il pensiero volante
Lumando bellezze dall'anche discinte
Sul trespolo del bar con fare ciarlante

Cercano tosto na conquista da mito
Soprattutto che sia uno vero ricco
Fa niente se è anche un po' sciocco
Importante che sia soprattutto un bel fico

Ma due laser l'atmosfera festosa fendono
Due occhi di sole a sorpresa mi colgono
Ad ammirare la visione m'emozionano
Agitar di manina per attirar l'attenzione

Due riflettori che son occhi di sole
Mi abbagliano al volo e son senza parole
E' Lei, Labbra sapor del Mosto di viole
Principessa in entrata nelle mie favole   
 
*****Continua

Albeggia presto qui sulla spiaggia
Un sole nascente di un rosso fuoco .
Uno stormo di gabbiani volteggia
Radente volo fan pasto senza cuoco

Si librano leggeri sul fluttuante salino
Come le bianche vele giù al traguardo
Cornice del magico paesaggio marino
Sàtura l'infinito spaziar del mio sguardo

Sull'arenile  rossi pattìni allineati
Passeranno una giornata a dondolare
Con i cavalieri dell'onde abbronzati
A far sentinella ai turisti del mare .

Il sole d'estate con un bel cielo sereno
Ammiro il mare spumeggiante agli scogli
Ammiro la tua tintarella, il sole tu cogli
Il sole d'estate può cambiare un destino

Ma non è di certo quello che voglio
A me piace giocare senza scompiglio
Ed è a questo che ora m'appiglio
Con quel "Mosto" saporito abbaglio

Passeggio sul bordo di schiuma
Sulla sabbia fresca di mattina
D'orme io semino una ad una
Dove l'onda lesta poi si frantuma

Frotte di pensieri in eterno conflitto
Ad un bivio parallelo nel vuoto impilato
Mi fermo al molo un po' arrugginito
Deragliando nello scambio verso l'infinito

Su quel bel mosto la proteso
Che nel giorno s'era acceso
Nello spumeggiante suo bel viso
Nei frantumi del mio io narciso

In mille cocci ormai rabberciati
Nel cassetto di sogni ora stipati
Aggiorno allora tutti i miei dati
Cercando quegl'occhi puri e puliti.

Eccola a passeggio con la solita scorta
Con occhiate malandrine però mi esorta
A diversificare il mio stare molto all'erta
Svicolando poi in quella giugla contorta

Di sdraio/ombrelloni d'ogni sorta
Con le mie ali che son fatte di carta
Con penna e parole ora in super offerta
Da gustarsi profonde con socchiusa la porta

Risalgo lento la lunga passerella
Cerco di fendere quella festosa folla
Bramo affinche mi raggiunga "ella"
Fluttuosa e leggiadra come na gazzella

Svicolante dalla madre che sempre controlla
Quella sua creatura che poco favella
Ma mi affascina perchè molto bella
Una vera leggiadra dolce fanciulla

Ci si trova nel separè N° vent'uno
Prenotato ogni giorno x il nostro raduno
Lontano dal forte caotico frastuono
Si lecca insieme un gelato assai buono

Si parlotta insieme sognando il lontano
Dove ogni età quella vera di ognuno
S'azzera di fatto ma molto pian piano...
Perchè insieme non ci vede nessuno

Non più di un piccolo quarto dell'ora
Altrimenti il tutto andrebbe in malora
Un gioco sottile che ci accalora
Ridendo di noi e della mamma sua ignara

Dei nostri sotterfugi senza fanfara
Che addolciscono la vita amara
Mi prende una mano e poi mi sfiora
Mi bacia alla guancia che si colora

Di un rosso rubino come n'aurora
Al che lei ne ride di quella mia cera
Sembra un sogno antico che si riavvera
Ci si da appuntamento sul tardi di sera.
 
*****Continua*****III°

Prigioniero dietro un muro
L'orizzonte è assai oscuro
Un senso allora io maturo
Dando un calcio duraturo
 
A ciò che è nel sempre amaro
Voglio allora un cielo chiaro
Sfondo tosto come un duro
L'ingabbio certo mio impuro
 
Ch'era sempre chiaroscuro
Con funfignezzi al cianuro
Straopprimenti ch'io abiuro
Ma finalmente m'avventuro
 
Nel bel sereno mi depuro
Dall'oscuro con scongiuro
Bevo Mosto dolce e puro
Dalle labbra ch'ora adoro
 
La mia nave ora al varo
Salperà nel mar sincero
Esautorandomi un pensiero
Di cùi ero un prigioniero
 
Assaporo il mio far da sparviero
Volando radente con un solo pensiero
Andare sul molo con il mio destriero
Da prìncipe azzurro dal suo maniero
 
Affichè Lei cali dal balcone la treccia
Ch'io possa arrampicarmi e fare breccia
Nel " Paradiso" a scoccar la mia freccia
Che ora sta ardendo come una torcia
 
Non so perchè ma mi si è accesa sta miccia
Che potrebbe scottarmi senza fare bisboccia
Di quel Suo Mosto spremendo la corteccia
Accarezzando quel triangolo suo di pelliccia
 
Fatto di setosa bionda materia umiccia
Sparando la mia più bella cartuccia
Ma son solo pensieri e questo mi cruccia
Grido a "Quel Lui" di starsene a cuccia
 
Si staglia il molo che in fondo è scuro
Con le barche al rientro a fare del chiaro
Di lampeggianti lucine che fanno mistero
Aguzzo la vista x indiduare il sentiero
 
Da dove spunterà la principessa del sorriso
Sento un respiro da tergo improvviso
Con soprassalto riconosco il suo viso
Trasalisco inebetito e son molto confuso
 
Eccola qui la Dea con mio avulso applauso
Mi sfiora con le mani ch'erano a riposo
Un abbraccio scintillante allora è esploso
Dissetandoci con na spremuta di Mosto ora fuso
 
Le parole non servono negli tempi indecisi
Ci si tattigglia ovunque con gli occhi chiusi
Per meglio incamerare quegli attimi precisi
Archiviandoli per lenire in futuro tutti i soprusi
 
Che la vita ci propinerà nei tempi disillusi
Ma scade il tempo permesso a noi evasi
Lei deve tornare dai suoi che son bellicosi
Ma noi ci siam goduti un po' di quell'estasi
 
Che per me da tanto tempo era preclusa
Ma io non non accampo nessuna scusa
Breve è la vita bisogna variare qualcosa
Un sorso di Mosto che è "più bella cosa"
 
Soprattutto spremuto da giovane uva
Ed io vignaiuolo ho cercato una diva
Per interpretare na favola con lei allieva
Per rinverdire la mia vetusta alcova
 
*****Continua*****IV°
 
Il mattino seguente c'è un po' di burrasca
Sarà difficile con la pioggia che Lei esca
Ma vado in spiaggia e mi godo aria fresca
Non ho dormito alla notte x questa tresca
 
Che m'intrippa sperando tanto che mi riesca
Il sorseggio del "Mosto" al sapore di "pesca"
Quello di Viole già lo so, aspetto "l'odalisca"
Che mi riempia la vacanza e che tutto riesca
 
Da lontano sinuosa visione ch'è tutta una festa
Con l'ombrellino a varcare la soglia s'appresta
Non c'è nessuno in giro che ci offusca la vista
Cosicchè a sorpresa mi fa una bella richiesta
 
Ho due ore a disposizione, facciamo un giro?
Esulto per questa opzione son senza respiro
Si parte in macchina mentre piove davvero
I vetri appannati ma è Lei che ammiro
 
Ci addentriamo in pineta in anfratto nascosto
Cominciamo ad assaporare quel frutto d'agosto
Il sapore m'inebria, è quello del selvatico mosto
E sto pensando che siamo solo all'antipasto
 
Aumenta la ondensa ed il vapore
E' conseguenza d'ansimare amoroso
Siamo noi due nell'alcova a motore
Era un mio sogno nei giorni a ritroso
 
Ora siamo qui incastonati ai sedili
E come un tempo con calati schienali
S'è iniziato a pomiciare assai gentili
Con carezze profonde occasionali
 
Il sapore del mosto con ispezione orale
Con baci focosi multilingua intrecciata
Arrivano presto le mani sul fondale
Ad accarezzare la "Venere ricciolata"
 
Ci si trastulla con l'umido umore
Giocando pochino fra pizzi e merletti
C'era solo una foglia a forma cuore
Dalle collinette emergevano eretti
 
Profumati e vogliosi pistilli fioriti
Triofo giovane titillati in pieno
I nostri sensi sono tanto impazziti
Ci fondiamo insieme baciando il seno
 
La pioggia a tratti sul tetto scrosciante
Si calmava un po' in lento gocciolante
Per riprendere poi con lampo accecante
A seguire un tuono dal ritmo assordante

Trasalimmo però ad un fischio dirompente
Era il maledetto treno a rischiarar la mente.
Sopito l'ardore noi stessi  raccogliemmo
Chissà se e quando ancora lo rifaremo

Un lontano campanile con tanti rintocchi
Pomeriggio ore 17 sentenzia, fine dei giochi.
Un pomeriggio da sballo s'è già eclissato
E con quel dolce Selvatico Mosto dissetato
 
Continua
 
 
Edo e le storie appese
postato da: EdoEleStorieAppese alle ore 07:51 | Permalink | commenti (1)
categoria:narrativa rimata

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domenica, 02 settembre 2007

Questi angeli di carta
che esondano parole
vergate con l'inchiostro
del sangue liberato.

Perduti tra le fiamme
di vetro colorato
del folle imperativo
dettato dall'amore.

Questi angeli dannati
con l'anima incrinata
ripongono speranze
oltre il lontano poi.

Di fiamme e di malie
è fatto il loro inferno
di sangue e di rugiada
la loro volontà.

Quegli angeli perversi
che liberano schegge
sfiniti nell'orgoglio
stornati dal sistema.

Che sgranano rosari
di grida concitate
queste anime dannate
avranno dignità.

postato da: MarcoforEver alle ore 22:12 | Permalink | commenti (2)
categoria:poesie, amore, vita

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