venerdì, 16 maggio 2008

 

Da quando la mia mente
si è posata sul mondo
io credo
quindi creo
incessantemente
collassando l'energia nella materia
ad ogni pensiero
ed emozione.
Perciò l'amore mi pervade
con due margherite nel palmo.
Le osservo
e vivo l'universo.
Tutto ciò che esiste
è tutto ciò che ho dentro.
L'infinito mi abita.

 

-Cri-

 


 

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lunedì, 12 maggio 2008

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Immagine presa da Internet

In the mood for love (Wong Kar-wai, 2000, Prix d'interprétation masculìne a Tony Leung al Festival di Cannes 2000) è un film magistralmente diretto che regala uno spaccato di vita putroppo comune a molte persone. Siamo nel 1962 ad Hong Kong, un uomo, Chow Mo-Wan, interpretato da Tony Leung, redattore capo, ed una donna, Su Li-Zhen, interpretata da Maggie Cheung, segretaria in una società di import-export, si trovano ad essere vicini di casa. Entrambi sposati con persone che a causa del lavoro sono spesso fuori casa, instaurano un cordiale rapporto di amicizia, fino a quando si rendono conto che i rispettivi coniugi hanno una storia adultera tra loro. Alla luce della dolorosa scoperta iniziano a frequentarsi sempre più assiduamente, cercando di scoprire come i loro compagni abbiano potuto arrivare a diventare amanti. Il loro amore sboccia lentamente, con eleganza, tra silenzi e sguardi complici, mentre scrivono insieme un libro sui samurai. L'idillio dura fino a quando Chow capisce che Su non riuscirà mai a lasciare il marito e decide di trasferirsi a Singapore. Negli anni a venire continueranno a cercarsi, ed intanto la storia va avanti ed Hong Kong passa alla Francia. I due rischiano di incontrarsi di nuovo ad Hong Kong dopo una decina d'anni, lei  sola con un figlio. Chow sussurra nel buco di un albero il suo amore per Su e chiude il foro con del fango. Da quel fango germoglieranno piccole gemme...

Questo inno all'amore puro coinvolge e commuove, tutto sembra perfetto, tutto va come deve andare, sembra non ci siano altre possibilità di affrontare il tradimento e lo sbocciare di un nuovo amore. I protagonisti non interagiscono, danzano, tra chiaroscuri di ciò che vorrebbero e ciò che invece fanno. Chow e Su si completano, si incastrano perfettamente in una vita parallela che appartiene loro molto più di quella ufficiale. Si amano con una delicatezza degna delle dita di un pianista che sfiora i tasti del suo pianoforte, e riesce a fare sempre la nota giusta, quella che rende armonico l'amore. Un film da assaporare in silenzio, sospendendo giudizi e critiche, per poter entrare interamente nell'atmosfera totalizzante che il regista ci offre, anche grazie ad una colonna sonora perfettamente aderente al girato. Quando riprendi te stesso dopo la visione di questo film non puoi fare a meno di pensare che anche se i due "amanti" alla fine si perderanno tra vicissitudini diverse, il loro amore è talmente superiore che vorresti poterlo vivere. Ottima l'interpretazione dei due protagonisti, che riescono a rendere appieno la grande passione con gesti lievi.

postato da: NuitAmericaine alle ore 18:56 | Permalink | commenti (12)
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lunedì, 12 maggio 2008
ancora un
secondo
e la luce
che mi
accarezza
si allontana
si spegne
dimenata
dalla sera
briciole
di ricordi
m'attraversano
intrisi
d'ogni essenza
guardo
ancora dalla
finestra e
tu sei lì
lontana dieci
passi d'assenza
a raccontarmi
i tuoi sguardi
ormai troppo
lontani
ascolto una
falena
infrangersi e
la raccolgo
solo per
salvarmi
tra il polline
del tempo ed
il battito delle
sue ali
postato da: ashurado alle ore 14:17 | Permalink | commenti (6)
categoria:poesie, introspezione, emozioni

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lunedì, 12 maggio 2008
Antiche stelle dell'orsa
                                         
                                                Tremule intemittenze di luce
                                                      Puntinanti quel cielo buio
                                                           Quando una stella si scuce
                                                               Lacera il blu come un rasoio
                                                            ************************
                                                 Perdendosi dentro veloce
                                     Tuffandosi in quell'ingoio
                           Intingendosi nel nero truce
              Dell'orizzonte a calamaio
        **************************
              Desideri pellegrini lei cuoce
                          Per un cuore tenero e gaio
                                    Che non vuole essere audace
                                                 Per dichiarar: per te io muoio
                                              
    **************************
                                                     In quel cielo antico nero di pece
                                                Mi giungesti come un frantoio
                                        Triturando un desio di brace
                                   
Per un Tuo bacio con cinguettìo
                                          
Edo e le storie appese
postato da: EdoEleStorieAppese alle ore 08:00 | Permalink | commenti (4)
categoria:vita, emozioni

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domenica, 11 maggio 2008


Dove andarono i musici gli dei e i saggi
che rivolsero lo sguardo a Babilonia
quando la feccia umana si coprì di gloria
e del cammin si perse la speranza.

E che fù del giogo infame
che ridusse in cenere le genti
mentre la pertinacia si fè storia
e nel silenzio ruppe la certezza

Forse di canti altrui si fece messa
e colorir si volle, reo l' ombroso
se del patir la razza fece a meno
mentre moriva incerto, il giorno nuovo.


postato da: MarcoforEver alle ore 21:17 | Permalink | commenti (3)
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venerdì, 09 maggio 2008
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Immagine presa da Internet

 

Sono l'arcobaleno

che si palesa solo quando

migliaia parti di me

riescono a trovare

la giusta combinazione

sono acqua, aria e fuoco

sono la leggenda di un tesoro

sono la gioia di un attimo

sono il sorriso dello stupore.

 

Tu sei la mia anima

oltre il tormento

le frasi campate in

aria che mi sorreggono

l'alba ed il fresco

divenire

la rosa nascosta

del mio gioire

nessuna parola

stilla l'ampolla del

sentimento

tu sei la gioia

e non il momento.

 

Non servono trucchi

che celano l’anima

non servono sogni

che annebbiano il cuore

non servono luci

quando il buio ti è amico

non servono parole

quando il silenzio

è dolce nenia

solo uno sguardo

e tutto si fonda.

NuitAmericaine & Ashurado

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categoria:immagini, vita, introspezione, emozioni, poesie multiautore

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venerdì, 09 maggio 2008
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Immagine presa da Internet

Harry ti presento Sally (When Harry met Sally di Rob Reiner, 1989) è la storia di due persone che nella vita si incontrano (o per meglio dire scontrano) varie volte, passando attraverso vari stati emozionali. Si conoscono alla fine del college grazie alla ragazza di lui che è amica di lei, e fanno il viaggio Chigago-New York insieme. Da qui inizierà la loro avventura, dove già in questo primo passo si intravedono carattere ed aspettative dei due. Si rivedono poi a distanza di anni entrambi felicemente accompagnati e poi, dopo altro tempo, tristemente abbandonati. Da qui si legano di una profonda e completa amicizia, fino a quando, in un momento di sconforto di Sally, passano oltre. Ed ecco il distacco, che li porta ad affrontare la perdita in maniera diametralmente opposta. Arriva Capodanno, si ricongiungono e si dichiarano il loro amore, in una delle scene romantiche più riuscite. Il film è inframezzato da racconti di coppie sposate ed alla fine c'è il racconto di Harry e Sally.

Il film non è propriamente un capolavoro cinematografico, ma è talmente denso di situazioni contrastanti e diverse tra loro, che diventa un viaggio prezioso che è bene percorrere. Le emozioni che questa semplice storia suscita sono profonde e ci appartengono, una favola moderna che potrebbe accadere ad ognuno di noi. L'amicizia che si trasforma in un amore, un passo semplice, naturale, ma che richiede coraggio e coscienza di sè. Le caratterizzazioni dei personaggi, contradditori, un po' folli, pieni di insicurezze e di paure, li rendono simili a noi e ce li fanno amare intensamente. Ci sono varie sfaccettature nella vita di ognuno di noi che ci rendono insostituibili, forse non necessari, ma sicuramente unici, e chi ama questo film non vorrebbe altro che essere uno dei due protagonisti! Memorabile la dichiarazione di Harry a Sally, dove l'amore supera i difetti altrui, anzi li ama in modo totalizzante. Un film da vedere con la mente libera, un film che a dispetto del suo essere commedia romantica fa riflettere su i grandi temi della vita, sulla natura dei rapporti interpersonali, su se stessi insomma.

"Harry: Ci ho pensato tanto... e il risultato è che ti amo.

Sally: Cosa?

Harry: Ti amo.

Sally: E che cosa pensi che ti risponda adesso?

Harry: Per esempio: anch'io ti amo.

Sally: Preferisco: me ne vado!

Harry: Allora non significa niente per te?

Sally: Mi dispiace, Harry. Lo so che questa è la notte di Capodanno, lo so che ti senti solo, ma tu non puoi arrivare qui, dirmi che mi ami e aspettarti che questo risolva tutto. Le cose non funzionano in questo modo.

Harry: Beh, e come funzionano?

Sally: Non lo so! Ma non in questo modo...

Harry: Allora proviamo così: ti amo quando hai freddo e fuori ci sono 30 gradi, ti amo quando ci metti un'ora a ordinare un sandwich, amo la ruga che ti viene qui quando mi guardi come se fossi pazzo, mi piace che dopo una giornata passata con te sento ancora il tuo profumo sui miei golf e sono felice che tu sia l'ultima persona con cui chiacchiero prima di addormentarmi la sera. E non è perché mi sento solo. E non è perché è la notte di capodanno. Sono venuto stasera perché quando ti accorgi che vuoi passare il resto della vita con qualcuno, vuoi che il resto della vita cominci il più presto possibile!

Sally: Ecco! Tanto sei il solito imbroglione! Dici cose del genere, e mi spieghi poi come faccio a odiarti io? E invece io ti odio! Ti odio. Sul serio... ti odio..."

postato da: NuitAmericaine alle ore 14:23 | Permalink | commenti (12)
categoria:riflessioni, cinema

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martedì, 06 maggio 2008
Una spalla per piangere
 
   Cerchi una spalla per piangere?
C'è libera la mia per leggere
     Quello che vorresti raggiungere
   Con le ali di chi non sa fingere
 
Un coraggio che è da vendere
Ma senza volerlo comprendere
Velato da attese da intingere
Nelle nuvole a colori delle sere
 
Passate innosservate nel ridere
Dei destini delle mie primavere
Nei rimorsi nascosti per vivere
 Sfoderando dei sorrisi da bere
 
Ubriacandosi alla fonte del piacere
Rinnovando le lacrime sull'incudine
Franturnate dai colpi del mazziere
Scandendo il tempo dell'avvenire
 
  Posato sulla spalla per attendere  
Le coccole mancanti per dormire
   Elargite con gli artigli del soffrire
    Nel futuro di una volta da scoprire
 
Edo e le storie appese
postato da: EdoEleStorieAppese alle ore 15:16 | Permalink | commenti (25)
categoria:dedica

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lunedì, 05 maggio 2008

pargi immagini personali

Quand il me prend dans ses bras,
Il me parle tout bas
Je vois la vie en rose…”

 

 Sembra quasi un luogo comune associare Parigi a “La vie en rose”, ma la musica è un elemento così importante, così unico, che non si può scindere Parigi dalla musica.  I suoni ovattati delle melodie giungono ovunque ci si rechi, ovunque si vada. Ecco, ti trovi a Chatelette, scendi le scale della metropolitana e “la vie en Rose” ti avvolge in tutto il suo fascino.

Edith Piaf, Giuliette Greco, non ha importanza di chi sia la voce, perché la musica entra nelle vene e scorre nell’anima.

Alzo gli occhi, i murales sorridono dall’alto, un manifesto strappato sembra osservarmi, mi ricorda la storia della città, le sue strade, i suoi giardini, le cicatrici delle sue battaglie. Su quel muro, quel manifesto strappato apre una finestra sulla libertà.

Ritorno sui miei passi, come sempre mi accade, quasi calamitata da sensazioni ed emozioni che magicamente mi attraggono, e torno, come sempre, a Saint German des Prés, è quasi sera, il sole si staglia sulla Senna, quasi come un invito, una passatoia che conduce ai luoghi dei sogni.

Il tempo si ferma e lascia il posto all’avventura. Non so più cosa sono e cosa sarò. Parigi si mette a cantare l’amore, l’eleganza agli angoli di tutte le strade. Arrivo in rue Saint Benoit, e i camerieri, pantaloni neri e camicia bianca, stanno allestendo i tavolini per la sera, fuori, anche se fa freddo, mentre dalle porte aperte del Bilboquette giungono le note della tromba di Duke Ellington.

Parigi, New Orleans?  Già quasi non credo che in quest’angolo della vecchia Europa ci si possa immergere nel jazz come se mi trovassi oltreoceano. Eppure lo conosco bene, ma ogni volta è come se fosse la prima, l’emozione cresce, mentre Parigi mi avvolge nella sua musica. Ancora qualche passo ed un’altra cave de Jazz mi inonda con le note Charly Parker………

Musica delicata, passeggia insieme a me, tenendomi per mano e mi lascio condurre, come fossi una bambina, nei luoghi e nelle passioni di Parigi.

Parigi è passione, il tempo passa, ma là si vola mentre la città si illumina e brilla notte e giorno. E io volo.  “ Tutto finisce e parla il desiderio “.

Jaque Breil mi sorprende mentre passeggio in Foubourg Sant Honorè. So bene che girando l’angolo c’è il Buddha Bar, ma non capisco come possa provenire di lì la musica di Breil…. Semplice, nulla è statico a Parigi, ogni cosa è in continuo movimento, ed anche il mitico Buddha Bar il pomeriggio si trasforma in un cafè .Parigi

Parisienne, parigina, è strano come possa sentirmi parisienne. Le parigine sono appassionate, lo sa tutto il mondo, è come se Parigi fosse una donna, elegante, altera, vestita di nero con le labbra rosse, che avanza trionfale e seduttrice, con la grazia della libertà. Cammino con gli occhi volti verso il cielo, accompagnata ancora da quella musica trascinata dal vento, e all’improvviso rincontro quell’immagine con la sua poesia che sembra chiamarmi ogni giorno.

E'questa nuova immagine di Parigi, immagine di donna, che io porto in me e lei mi porta in sé: la incontro sui muri, è lo specchio dei miei pensieri, della mia musica. Catturata dai miei occhi è bella, troppo bella, assorta nelle mille sensazioni mi accorgo che la passione mi ha conquistata: è tardi, è troppo tardi per essere saggi.

Non percepisco il traffico, non odo i rumori sgradevoli della metropoli, perché mai? Non vedo la folla in fila davanti al Louvre: i cafè, le mostre, le cave, gli angoli, gli stralci di sole e nuvole mi aspettano. Mi sembra di potere restare là: in qualsiasi posto al mondo noi aspettiamo, cerchiamo la nostra passione, ed io l’ho trovata.

E la musica ancora mi avvolge quando, un po’ stanca, mi siedo al Flore con un bicchiere tra le mani e penso: Parigi è arte, è arte della vita, arte dell’amore, arte della passione, arte della musica, arte.

 

              Le plus fort                      PARISIENNE      

              N’est pas celui

              Qu’on panse

              C’est celui qui panse.

               

              continua....

                                                    immagine presa da internet

postato da: senzaluna alle ore 20:45 | Permalink | commenti (39)
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lunedì, 05 maggio 2008

immagine dal web

Ho scandito le parole
sull'altare di ghiaccio della luna
mentre il vento mi parlava di te
e la notte sussurava la tua voce

Ho vissuto sui pinnacoli deserti
che rubavano i versi alle stelle
e ho pianto con i falchi a primavera
quando l'anima è fuggita nella nebbia

Riverberi di sole abbagliavano gli occhi
e un sole d'argento sfioriva la vita
ho vissuto nelle lande di ghiaccio
adesso canto le frasi del sogno

Mentre il vento mi porta
il profumo di te...

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categoria:poesie, amore, vita, dedica

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lunedì, 05 maggio 2008

Colori vivi

Domenica di Maggio

Ritorno da te

postato da: kurtz58 alle ore 11:17 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, 02 maggio 2008

L'unica cosa che posso fare per te
che ne valga davvero la pena
è insegnarti a pensare felice

quando pensi bene
stai bene
e il tuo universo
l'unico che conosci
guarisce insieme a te

il resto non  pensarlo
non è nelle tue corde
non puoi camminare nelle scarpe di tutti
e nemmeno lo vorresti

ad ognuno il suo pensiero
il suo mondo

ad ognuno la sua guerra
o la sua pace

la felicità è un'attitudine
trasformati
trovala ovunque
e gioisci

questo è il senso che cerchi
da una vita.

-Cri-

postato da: CristinaKhay alle ore 19:25 | Permalink | commenti (10)
categoria:poesie, vita

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martedì, 29 aprile 2008
 

hai respirato

nella pioggia?

danza l'ombra

distante pozzanghere

d'amarezza

venti mila leghe

d'incertezza

sono qui io

oltre la merla

a vederti sorridere

e mi vesto

d'arcobaleno e

tempesta

mentre sfioro la

tua mano e

tutto s'inabissa

nell'incertezza

 

ho respirato

tra le foglie

di platani

sospesi

ogni bagliore

illuminar

angoli diversi

di un cuore

in frammenti

sogno ed ad

un tratto

tutto si avvera

stille di

felicità

rinascono

lo spirito è sazio

la mente volteggia

nell’azzurro

il cuore si

ricompone

in mille figure

diverse

caleidoscopio che

fonda e si rifonda

in se stesso

Ashurado & NuitAmericaine

postato da: NuitAmericaine alle ore 15:04 | Permalink | commenti (17)
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giovedì, 24 aprile 2008

Quante erano le madri di Dio...
Una per ogni senso che l'uomo
ha colorato

La prima madre dono' la vista
perchè il cielo e le stelle
si stagliassero nei suoi occhi

La seconda regalo' l'udito
che lei potesse sentire
la voce dell'amore

La terza il gusto
e baci colorarono di rosso
la passi